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Un incontro speciale
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Titolo: Un incontro speciale
Autore: Lunadinverno
Contatto:
Racconto n° 809
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L'auto procedeva lungo la strada e lei sentiva il battito del suo cuore aumentare ad ogni chilometro. La mano di lui le strinse le dita e le sfiorò il ginocchio. Questo già sarebbe stato sufficiente a metterla in stato d'agitazione, tuttavia stavolta, il ritrovarsi così vicini era solo una piccola parte del nuovo copione che insieme avevano scritto e s'apprestavano a recitare.
Tutto era iniziato con una telefonata dell'estate precedente, fantasie rubate ad una giornata di lavoro (per lui) e di mare, per lei ancora in vacanza.
"Tu e il tuo harem". gli aveva sussurrato nella complicità che solo gli amanti sanno condividere.
Si girò per controllare la stabilità del dolce appoggiato sul sedile posteriore. Da cuoca bravissima qual era, aveva preparato una deliziosa torta da portare alla cena. Lui le sfiorò le labbra con un dito mentre fermava l'auto appena fuori dal cancello della sua abitazione.
Scesero e lui le fece strada nel cortile, mentre lei guardava per la prima volta quei luoghi dai quali avevano conversato tante volte al telefono e che a fatica immaginava.
Entrò dietro di lui nella sala e restò in piedi, ferma, con in mano il dolce per un attimo, finchè, dalla cucina, la vide.
Pochi passi nell'ambiente che le era familiare, un bacio nervoso sulle labbra di lui, poi anche lei la fissò. Si squadrarono a vicenda, leggendo l'una negli occhi dell'altra la stessa domanda: "Chi sei?"
"Federica... lei è Francesca.. Mia moglie, Federica"
Si tesero la mano, scrutandosi. Nessuna delle due parlò.
La moglie e l'amante di un uomo che si conoscono... che vengono presentate da lui.. in prima persona. Consapevoli. Entrambe.
Federica spostò per un attimo lo sguardo sul dolce che Francesca reggeva precariamente con una mano.
"Questo è il dolce.. per stasera. L'ho preparato io."
Federica le fece strada verso la cucina e la invitò a posarlo.
Il tavolo, gli utensili... il calore che proveniva dal caminetto. Lui, di là, si chinò ad aggiungere altra legna.
"E' strano trovarmi qui.." - le sfuggì mentre si guardava intorno, sfiorando le piastrelle e il vetro della finestra.
"E' così che avevi immaginato questa casa?"
"A dire il vero non mi sono mai sforzata d'immaginarla.. Non mi appartiene.. o almeno, non mi è appartenuto questo luogo fin quando lui non mi ha chiesto di venire qui."
Le mani di Federica ebbero un tremito mentre aggiungeva gli ultimi tocchi al piatto che stava per servire.
"..e non mi apparterrà nuovamente dal momento in cui uscirò di qui più tardi." - la rassicurò Francesca.
"So che avete sempre mantenuto ogni ruolo distinto, senza fatica. Non è stato facile accettarlo, ma..."
Lui varcò la soglia della stanza accarezzandole entrambe con lo sguardo. "Allora? Non avrete deciso di inerpicarvi in inutili spiegazioni.?"
"No" - tagliò corto la moglie - "abbiamo deciso che è ora di cenare!"
Lui spense la luce e le fiammelle delle candele, insieme al fulgore del caminetto, riempirono la sala d'una luce calda e discreta. Parlarono amabilmente mentre le portate si susseguirono generose sulla tovaglia di fiandra. Le due donne si guardavano con sempre minor diffidenza e cominciarono a sorridersi. Quando fu tempo di togliere da tavola il cesto della frutta, entrambe lo afferrarono e le loro mani, inavvertitamente, si toccarono. Alzarono di colpo lo sguardo l'una verso l'altra e si sorrisero a quell'inatteso contatto.
Federica pregò l'ospite di restare seduta, ma poi, riassaporando il piacere di quel brivido caldo rimasto come un'impronta sulle sue dita, la chiamò in cucina, perché l'aiutasse a portare il dolce.
Francesca si alzò seguita dagli occhi curiosi di lui. "Hai un culetto fantastico." - le sussurrò.
Lei rise ed entrò in cucina, dove Federica le porse il vassoio e le sfiorò di nuovo le mani. Le due donne restarono immobili qualche secondo, con le dita che si toccavano e occhi negli occhi.
"Lui ti trova molto seducente." - mormorò Federica fissandola.
"Lui è molto seducente" - rispose Francesca.
Lo guardarono oltre la soglia, seduto, come un re al suo banchetto d'onore.
"Sì... sa come far impazzire una donna"
"Sa come farne impazzire due!"
"Questo lo vedremo.. Forse non sa ancora quanto due donne possono far impazzire lui"
Francesca liberò il dolce dall'involucro e la superficie delicata ricoperta di scaglie di cioccolato bianco attirò lo sguardo della coppia. Due grandi F disegnate con la panna montata decoravano il dolce, incrociandosi e unendosi in un punto, dove Francesca aveva deposto una grossa fragola, di un bel colore rosso intenso.
I tre si scambiarono sorrisi e Federica fece per tagliare le fette. Lui le tolse la palettina dalla mani e prese un po' di panna. L'avvicinò alle labbra della moglie e gliela porse, affinché la leccasse. Lei lo fece con estrema sensualità, poi si volse verso Federica.
"E' buonissima."
Lui prese un altro po' di panna e l'avvicinò alla bocca di Francesca, ma senza attendere che la leccasse gliele passò sulle labbra.
"Non leccare." - le ordinò dolcemente. Si avvicinò alla sua bocca e la baciò, dolcemente... accarezzandole le labbra con la lingua fino a togliere tutta la panna.
Federica osservò la scena restando in piedi, rigida, sospesa fra la gelosia, lo stupore e l'eccitazione. Era diverso sapere che il marito aveva un'amante e guardarlo mentre la baciava. Tuttavia quel che stava provando, immergendosi in questo gioco dolce e perverso, era uno strano senso di curiosità che le dava calore.
Lui tese un braccio e le cinse la vita, attirandola verso di loro. Si volse e baciò la moglie, mentre sentiva la mano di Francesca accarezzargli dolcemente la schiena. Il contatto delle mani di lei attraverso il tessuto leggero della camicia azzurra che indossava gli procurò una scossa e il bacio divenne immediatamente più profondo.
Spostò le mani oltre i fianchi di ciascuna. Fisicamente avevano poche caratteristiche comuni e questa diversità lo eccitava. Più alta e costituzionalmente più generosa la moglie, bionda, con i capelli di media lunghezza. Piccolina e minuta l'amante, con lunghi capelli castani. Ora le sue mani grandi accarezzavano i glutei di entrambe, mentre la sua bocca cercava ora la lingua dell'una, ora le labbra dell'altra.
Ci fu un attimo in cui le loro bocche furono vicinissime nella ricerca di lui, si sfiorarono.. e lui eccitatissimo le osservò, sentendo la propria erezione dolergli nei pantaloni.
Si staccò da entrambe e si allontanò nella stanza attigua, lasciandole una di fronte all'altra a guardarsi. Tornò immediatamente con due pacchetti, assolutamente identici, tranne che per il fiocco, uno nero e uno bianco.
Senza parlare porse alla moglie quello con il fiocco bianco e l'altro a Francesca. Le donne scartarono i pacchetti e ne estrassero due bellissimi completini intimi, in tinta con il fiocco.
Lui si accomodò sul divano. "Potete indossarli." Le donne si scambiarono sguardi d'intesa e di lieve imbarazzo.
Francesca fu la prima a far scivolare le spalline dell'abito nero che indossava. Poi volgendo la schiena a Federica la pregò di abbassarle la lampo per aiutarla a spogliarsi. Quando l'abito scivolò a terra lui e Federica ebbero modo di rimirare le gambe di lei fasciate in calze velate sostenute da un elegante reggicalze nero. Una striscia di pizzo sulla schiena chiudeva il reggiseno, mentre entrambi scoprirono che Francesca non indossava le mutandine. I loro occhi accarezzarono i glutei di lei, che restava di spalle,mentre prendeva dalla scatola il completino e si apprestava a infilarsi il perizoma nero. Federica si offrì di aiutarla a tirarlo su, poi le slacciò il reggiseno che portava e le infilò quello nuovo. Terminata l'operazione le accarezzò i fianchi, con gli occhi che le brillavano.
Fu la volta di Francesca abbassare la zip della gonna di Federica, sfilarle la camicetta e fermarsi per un attimo a guardarla, mentre la luce delle fiamme danzava su di lei e sulla parete di fondo.
Le slacciò il reggiseno e guardò lui che le osservava con desiderio. Le sfuggì un sorriso al pensiero di ogni volta che lui l'aveva presa bonariamente in giro per le piccole dimensioni del suo seno. Lui colse e ricambiò il sorriso. L'aiutò a vestirsi, poi si presero per mano e insieme si avvicinarono al divano dove lui era seduto.
Gli si sedettero ai lati e lo abbracciarono.
"Siete bellissime." Gli occhi di lui parevano persi, quasi come avesse perso parte della lucidità. Le sue mani accarezzavano i capelli, le spalle e le gambe delle due donne, le quali aveva cominciato a baciarlo sul collo e delicatamente sui lobi delle orecchie. Entrambe sapevano quanto questo lo facesse impazzire.
Federica gli offrì le sue labbra, che lui dischiuse con impeto con la lingua, regalandole un bacio che Francesca amava definire "disordinato e caldo". Quest'ultima li guardò, poi si chinò e iniziò a sbottonargli la camicia per liberare quei suoi piccoli capezzoli che lei adorava. Appena raggiunse il suo petto lo accarezzò e cominciò a succhiare, a baciare e a stuzzicare con la lingua i capezzoli.
Lui si levò la camicia senza smettere di baciare la moglie, alla quale tolse anche velocemente il reggiseno, La mano di lui ora giocava con il suo seno e staccò la bocca da quella di lei, solo per prendere in bocca uno dei suoi capezzoli e leccarlo avidamente. Federica inarcò la schiena per permettere al marito di giocare meglio col suo corpo e sbirciare i movimenti di Francesca. Lei si stava sollevando e inginocchiando sul divano e li guardava con occhi accesi.
Sul muro l'ombra sinuosa del corpo di Francesca si chinava docile alla mano di lui, che ora le scivolava fra le gambe, risaliva e le accarezzava i piccoli seni ancora prigionieri della biancheria.
"Il suo seno è piccolo." sfuggì dalle labbra di Federica. La frase suonò come un'osservazione curiosa. Lui si volse verso di lei e le fece una carezza.
"Lei è tutta piccola... anche il suo sesso... è il più piccolo che io abbia visto."
E così dicendo, guidato anche dal profumo che emanava il perizoma ormai bagnato, lui le sfiorò il sesso attraverso la stoffa. Il contatto con la sua eccitazione gli fece l'effetto di sempre. Fece scivolare le dita sotto la mutandine e cominciò a insinuarsi fra le grandi labbra ormai dischiuse dal desiderio. Anche le piccole labbra erano aperte e il clitoride di Francesca non desiderava altro che le mani di quell'uomo che la faceva godere come nessuno.
"Guarda" - sussurrò senza volgersi verso la moglie. E così dicendo sfilò dolcemente il perizoma di Francesca e le allargò le gambe, mostrando il suo sesso stretto e ben fatto, completamente depilato, pulsante di eccitazione.
"Come fai a penetrarla?" chiese Federica quasi in trance.
"E' difficile.. e stupendo." Così dicendo baciò con dolcezza e passione Francesca, mentre con le dita continuava ad accarezzarla fra le gambe.
Federica li guardo in quell'intimità, poi si inginocchiò a terra e iniziò a slacciare i pantaloni del marito. "Chissà quanto sarai eccitato ora."
"Fermati!" - intimò lui, staccandosi anche da Francesca. Poi continuò suadente: "Prima le signore."
E così facendo sfilò anche il perizoma di Federica e invitò entrambe a sedersi sul bordo del tavolo. Senza parlare lui s'inginocchiò a terra, mentre le due donne si guardavano incuriosite. Poi, comprese le sue intenzioni, divaricarono le gambe restando il più vicine possibile e gli offrirono i loro sessi gonfi di desiderio e bagnati. Lui le leccò entrambe, con calma, ora l'una, ora l'altra, mentre il profumo e i sapori delle due femminilità si confondevano sulla sua lingua, si mescolavano alla sua saliva e lo inebriavano. Avevano appoggiato le mani dietro la schiena e tendevano i loro corpi invasi dal piacere, come archi mai stanchi nelle mani di un tiratore abile.
Francesca venne quasi subito e il sapore dell'orgasmo inondò la lingua di lui, che lo leccò fino all'ultima goccia. Quello spasmo di lei lo eccitò a tal punto che, pur non essendosi ancora toccato, sentì di essere prossimo a venire, così si sollevò velocemente e portò il suo sesso duro e grosso all'altezza delle labbra di Federica. "Prendimelo in bocca". La moglie, obbediente, così fece e il suo orgasmo arrivò velocemente. Il fiotto bianco e lattiginoso sgorgò copioso e colò sulle labbra e fra i seni di Federica, stordita da quella situazione.
Lui emise un gemito, poi il suo respiro tornò tranquillo. Francesca afferrò un tovagliolo e con delicatezza asciugò il bel seno di Federica che teneva gli occhi fissi sul marito.
"Brava... continua così." mormorò lui accarezzando dolcemente i capelli di Francesca.
Si sedette ancora sul divano, pago di quell'orgasmo e della visione delle sue donne. Francesca rovesciò un po' d'acqua sul tovagliolo e ripulì bene Federica che, docilmente, si era semi-sdraiaita sul tavolo e godeva delle attenzioni dell'altra.
"Ti piace lavarla?..." Lui le osservava stordito, mentre per un attimo le donne parevano intente solo a loro stesse, come l'avessero per un momento relegato al ruolo di spettatore. La mano di Francesca guidò il tovagliolo umido fino al ventre di Federica, che si distese completamente e divaricò un po' le gambe. A quel punto lui si alzò e si sistemò accanto al tavolo.
"Vuoi che ti tocchi?
"Sì.." - sussurrò la moglie. Le dita di lui s'insinuarono in quel sesso aperto e voglioso, si bagnarono. Federica sorrise, prima a lui, poi a Francesca che non aveva smesso di accarezzarla con il tovagliolo umido. Lui, eccitatissimo da quella scena, l'afferrò per le gambe e l'attirò a sé. La fissò intensamente e la penetrò con forza, sul tavolo, tra lo stupore di entrambe. Federica sorpresa da quell'impeto violento emise un gemito fortissimo e subito s'inarcò. Lui in piedi affondava il suo sesso eretto nelle carni tenere della moglie, sotto lo sguardo eccitato dell'amante. Guardava ora l'una, sotto di sé, ora l'altra, che era rimasta immobile, accanto a lui, ed ora fissava il volto contratto dal piacere di Federica, trafitta dal suo uomo, che ansimava e si dimenava, con la schiena dolente su quel tavolo ancora imbandito. Ad un tratto lei urlò... la sua voce riempì la stanza e a Francesca parve che anche le fiammelle smettessero per un attimo di tremare nella semioscurità. L'orgasmo le riempì la mente e il cuore e la travolse come un'onda alta ed improvvisa.
Lui uscì da lei, con il sesso ancora in piena erezione. Sorrise a Francesca. Quell'orgasmo spettava a lei.
Si risedette sul divano dopo aver accarezzato il ventre scosso della moglie, poi le si rivolse con tenera autorità: "Non avresti goduto così senza di lei... e nemmeno io. Dimmi cosa ti è piaciuto di più"
Federica non riusciva a parlare, non gli rispondeva, allora lui si rialzò e le sfiorò le labbra. Inaspettatamente lei tirò fuori la lingua e gli leccò le dita.
"Cos'è questo sapore?" - domandò Federica.
Lui sorrise. Fece scivolare di nuovo una mano fra le gambe di Francesca, s'inumidì un dito nell'eccitazione di lei, ora di nuovo seduta sul tavolo e lo portò alle labbra della moglie.
"E' buono."
"E' il sapore di lei.Ti piace? A me fa impazzire."
Poi si volse verso Francesca: "Toccati per me... per favore"
Lei si mise in ginocchio sul tavolo e iniziò a masturbarsi. Prima si accarezzò il seno e lo fece con tanta sensualità che lui non resistette e si allungò per un attimo a succhiarle un capezzolo divenuto turgido. Poi fece scivolare le dita nel suo piccolo sesso bagnato e si masturbò davanti agli occhi attoniti di lui e di Federica.
"Ora vi chiederò un regalo speciale. Nessuna di voi ha mai assaggiato una donna... non vi piacciono le donne, ma.. Piccola, mi hai detto che questa era l'unica donna con cui avresti accettato tutto questo. Accetteresti anche di lasciare che lei ti assaggi?"
Piccola... era così che lui la chiamava... e ora le proponeva di lasciare che sua moglie entrasse nella sua intimità.
Federica sgranò gli occhi, sconvolta. Non sapeva se a turbarla di più era la proposta in sé o il fatto che lei non fosse stata minimamente interpellata. Come poteva sapere lui che sarebbe stata disposta a farlo? Fu Francesca ad interpellarla, con gli occhi, prima di rispondere a quell'amante fantasioso e a tratti prepotente. Federica le sorrise e Francesca fece cenno con la testa. "Solo assaggiare."
Poi divaricò le gambe in modo sensualissimo e lui dilatò le pupille per godersi la scena. Vide la moglie chinarsi con estrema lentezza sul sesso della sua amante, stretto e bagnatissimo. Gli occhi di Francesca si spostavano rapidamente dai movimenti di Federica allo sguardo di lui. Aveva la bocca semi aperta e quell'espressione sul viso tipica di quando faceva l'amore con lei. Quell'espressione che lei adorava, che la faceva impazzire, che non aveva mai scordato dalla loro prima volta, in un hotel ad Ancona. La donna le aprì un poco le grandi labbra con le dita, facendola sussultare, poi sentì il suo respiro caldo avvicinarsi curioso al suo clitoride e, per la prima volta, la punta della sua lingua insinuarsi nella sua femminilità.
Le sfuggì un gemito, mentre la donna, invece di allontanarsi dopo il primo tocco, allungò di più la lingua e la leccò avidamente, le leccò le piccole labbra e girò intorno al clitoride.
Lui, eccitatissimo, con il sesso reso enorme dall'erezione potente, spinse giù la testa della moglie: "Brava, preparala per me."
Francesca ansimò, sotto i colpi veloci e delicati della lingua di lei, poi guardò lui con un'aria che componeva sconvolgimento e desiderio. Quello sguardo lo accese.
Scostò la moglie e prese Francesca per i fianchi, le divaricò le gambe più che potè, poi aiutandosi con una mano le entrò dentro.
Dopo il consueto primo momento di difficoltà in cui lui la esortò a non stringere le domandò: "Mi vuoi tutto dentro?" Federica guardava come ipnotizzato il marito, che pareva perso completamente nel corpo e nell'anima di quella donna, quella donna che sapeva non essere solo un corpo per lui, ma un altro amore, quello venuto dopo, quello che aveva scelto e portato dentro nonostante tutto.
"Sì.. ah... SI.." Lui prese a spingere dentro di lei. A muoversi con forza e passione, attento non a non farle male ma con un desiderio che bruciava più che le candele e il camino che illuminavano quella notte fuori dal tempo.
Vennero insieme, lei con un gemito altissimo, lui con un ansimo soffocato.
Federica la osservò. Ora, mentre guardava quell'uomo che non le apparteneva accarezzandogli i capelli, lei aveva gli occhi lucidi. Lui sorrise, come avesse già visto quella scena mille altre volte.
"Troppo piccola per contenere un'emozione così forte." Lui l'abbracciò, poi uscì da lei. Prese per mano Federica e la guidò verso il divano, poi fece un cenno a Francesca.
Si accoccolarono lì, davanti alla brace.. E si addormentarono.