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Una fresca sera d'estate
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Titolo: Una fresca sera d'estate
Autore: Aspasia
Contatto:
Racconto n° 81
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Manuela, prima ancora di entrare nella camera di George, sognava di possedere la sua anima.

Nel buio vacilla la fiamma di una candela, disegnando ombre astratte sui muri e sugli armadi.

Quando la guarda negli occhi diventa un bambino. Lo sguardo curioso e attento ammira la bellezza dei corpi seminudi, poi si abbassa per pudore e nella cecità completa continua ad esplorarla con le mani che si intrecciano con le sue, cercano le spalle, i seni, il collo senza trascurare un solo angolo di pelle.

Le labbra si sono appena sfiorate e il desiderio cresce, prende vita e si impossessa di loro come un demone a cui è impossibile opporre resistenza.

L'incenso brucia lentamente, la cera colando crea sculture prive di senso, il suono di un violino rompe il silenzio e riempie la stanza con una melodia armoniosa che scandisce gli attimi di un incontro che potrebbe essere l'ultimo.

Non bisogna lasciarsi travolgere dai sensi. Prolungare all'infinito l'idillio, rimandare finché è possibile l'implosione carnale, godere di ogni istante che precede la primordiale guerra dei sessi. Cuore contro cuore, abbracciati fino a farsi male, si baciano e di tanto in tanto aprono gli occhi, come per assicurarsi che non sia solo un sogno, per cogliere un'emozione che nessun essere umano potrà mai descrivere.

Così felice da voler morire. Manuela ha raggiunto ciò non osava neanche immaginare, non è possibile provare qualcosa di più grande, non resta che fermare quel momento per l'eternità chiudendo gli occhi attoniti, lasciandosi risucchiare dolcemente nel mondo dal quale siamo arrivati. Qualsiasi cosa ci sia aldilà, almeno ha concluso la sua esistenza nel miglior modo possibile.

I pensieri di una morte deliziosa vengono abortiti dal calore della passione che divampa insidiosa incendiando tutto: svanito l'idillio, ricomincia a pulsare il richiamo della vita, il cuore con tonfi sordi tiene il ritmo di quella danza convulsa che sconvolge l'anima, soddisfa bisogni repressi e cancella ogni paura.

Lei si vergogna della propria nudità, ma ha più paura di svelare le sue debolezze che la propria femminilità.

Senza parlare e senza guardarlo negli occhi comincia a spogliarsi lentamente, lasciando cadere la biancheria sul pavimento gelido. Anche le lenzuola candide sono fredde e al contatto della pelle la fanno rabbrividire. Brividi di un piacere che sta per cominciare, prima timido, latente, nascosto, fino ad esplodere senza ritegno, senza preoccuparsi delle mura troppo sottili per soffocare quei sospiri strazianti, le voci convulse.

Una lacrima, poi un'altra scivolano giù dalle guance. Calde lacrime di felicità. Una felicità toccata con le mani, con il corpo intero, fremendo ogni minuto passato accanto al suo amore che può avere per sé per poche, pochissime ore. Non si era risparmiata nulla e amava quel corpo come se fosse stata la prima e l'ultima volta, con la voluttuosità di un'amante professionista, con la tenerezza di una bambina ingenua.

Ora che giace esausto al suo fianco, Manuela può osservare attentamente i suoi lineamenti: lo lascia assopire, fingendo di addormentarsi lei stessa, per guardarlo senza essere vista. Una visione oggettiva. Scostando una ciocca di capelli dalla fronte umida, Gorge istintivamente si gira, la prende per mano pronunciando con voce impercettibile il suo nome, poi si abbandona ad un sonno lieve. Le piccole rughe sul suo volto si rilassano, la bocca appena schiusa rivela un turgore sensuale. Dorme mostrando irriverente la sua nudità, le lenzuola giacciono disfatte in fondo al letto. Manuela desidera accarezzarlo, sfiorare ancora la sua pelle, ma ciò significa distruggere l'equilibrio raggiunto, come rompere un incanto. Lo accarezza con i suoi pensieri, nella sua mente le piccole mani lo toccano, emanano vibrazioni invisibili, scoprono nuovi anfratti segreti.

Il desiderio sale inesorabile e le labbra vanno a sostituire le mani, cercando il punto più sensibile. George apre gli occhi senza essere stupito, come se stesse vivendo nella realtà qualcosa che stava già sognando. Rispose al richiamo dei sensi con entusiasmo e trovò la massima soddisfazione solo dopo aver completamente appagato la sua compagna.