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Realtà vicine e sconnesse
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Titolo: Realtà vicine e sconnesse
Autore: Gerard_bo
Contatto:
Racconto n° 818
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Parigi-Denfert-Rochereau/22.17pm

Con oggi è la terza volta che ti vedo. Oppure sei tu che ti fai vedere. Questo dubbio inizia ad impadronirsi di me. Forse sei perfettamente al corrente che ogni sera sono sul balcone a battere sulla mia macchina da scrivere un nuovo racconto. L'imbrunire settembrino accompagnato da una tazza di caffè solubile e da un cardigan scozzese sono ottimi amici per iniziare a mettere su carta una nuova storia di piacere al calar della notte.

Ti vedo anche stasera fra le tende semi aperte della tua camera lasciata sempre in un disordine artistico, forse cercato e corredata da pareti abbellite da locandine di mostre parigine dei pittori più celebri.

Questo insinuarsi di tetti di grondaie, di finestre e poggioli a Denfert-Rochereau consentono a realtà vicine e sconnesse di essere una parte dell'altra, di rendersi pubbliche nell'anonimato della notte di una sensuale Parigi.

La luce che si accende nella camera ed illumina il mio tavolo è il segnale del tuo arrivo. Parli al cellulare gesticolando armoniosamente e lasciando le mani libere di giocare fra i tuoi capelli corti.
Ti vedo bene.. O ti lasci vedere bene... Il colloquio telefonico si chiude improvvisamente. Lanci il telefono sul letto ed inizi a spogliarti.

Ti sbottoni la camicia alla finestra. Sei di fronte a me. I livelli delle nostre esistenze ormai condivise sono sfalsati solo dalla diversa architettura dei nostri edifici.
Sfili la camicia. Sotto non hai nulla. Provo piacere alla sola vista di quella prima tua intimità. Inizio ad avere difficoltà a scrivere a macchina, ma questa volta voglio consegnare alla storia questo nostro legame.
Scopri le tue gambe togliendo i pantaloni elegantemente e gettandoli su una sedia di vimini con fare sufficiente. Due slip succinti lasciano intravedere le forme del tuo sesso. Le sfili e cambi luce nella stanza. Ora è tutto più soffuso, più piacevole. Il tuo sesso è invitante e manifesta desiderio di essere soddisfatto. Le tue natiche sono sode e si muovono al suono di una musica reggae che sale dalla strada. Inizi a toccarti. Ovunque. Sembra che una forza potente abbia il potere sui tuoi muscoli. Danzi come un serpente eccitato.

Improvvisamente un altro attore entra nella scena. La sua nudità mi eccita quanto la tua. Da un cassetto estraete due verghe adatte al gioco del piacere. Ve la passate sul corpo fino a portarla nel posto desiderato dall'altro. Iniziate ad accarezzarvi con quegli oggetti di piacere fino a che con foga vi buttate sul letto. Iniziate ad accoppiarvi. Le vostre carni si colmano e sono invase contemporaneamente da quei due oggetti di piacere. Vedo i vostri corpi sussultare senza sosta mentre l'orgasmo di quell'atto è annunciato da grida solo in parte mascherate da sottili pareti. Sfiniti vi alzate, vi avvicinate alla finestra e vi baciate nudi, come a chiudere il sipario su questa breve e ripetuta opera serale.
La luce si spegne. Ti ho visto per la terza volta. O sei tu a voler farti vedere. Il dubbio rimane in me ma questa volta ho catturato per sempre la tua essenza, l'ho fatta mia mettendola su carta.
Ora lascerò al lettore decidere se sei uomo o sei donna se io sono uomo o se io sono donna. L'immedesimarsi è uno dei regali della lettura. Bevo il mio caffè, entro in casa e vado a cercare in camera chi mi farà godere in questa notte d'autunno.

Parigi-Denfert-Rochereau/23.56pm