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Lo sguardo di Eros
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Titolo:
Lo sguardo di Eros |
Autore:
Babydolce79 |
Contatto:
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Racconto
n° 823 |
Altri
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Eros... Un semplice nome rimbomba nella mia testa da un po' di tempo a questa parte.. Nome di un uomo che ha il potere di sciogliere tutti i miei sensi come fossero cubetti di ghiaccio messi al sole in un'afosa giornata d'Agosto. E pensare che sono sempre stata una donna dotata di grande self-control, con un'emotività ben mascherata; una persona molto razionale che difficilmente si lascia trasportare dalle sensazioni. Eppure... è bastato un suo sguardo per sciogliere quella barriera di ghiaccio che celava le mie emozioni... per mettermi a nudo. I suoi occhi neri, grandi, profondi erano qui di fronte a me. Mi guardavano e riuscivano a scavare nel profondo della mia anima e forse anche a scoprire cose che per me erano apparentemente ignote. Ogni volta che mi osservava, fissandomi con quell'insistenza tipica di un uomo che sa ciò che vuole e che è disposto a tutto pur di ottenerlo, mi sentivo terribilmente imbarazzata, volevo quasi nascondermi, cercavo ogni pretesto per distogliere la sua attenzione da me. In fondo mi chiedevo che gusto ci provasse a guardarmi... Io non sono mica una top-model anzi... ho molti difetti: cicciottina, bassa di statura, colorito pallido... E allora cosa voleva da me?! La sua bocca, le sue labbra carnose sembravano desiderare tanti baci, focosi, ardenti di passione, intensi... ed io già immaginavo le nostre lingue incontrarsi, toccarsi, accarezzarsi vogliosamente, congiungersi, incurvarsi... quasi a diventare una cosa sola. Eros continuava ininterrottamente a fissarmi.... assorto... incuriosito... ansioso forse di ricevere delle risposte ai segnali che i suoi occhi, la sua bocca e il suo corpo mi lanciavano come in un linguaggio fatto di simboli e gesti. E io stavo li ferma, impalata davanti a lui. Dentro di me... una gran voglia di fuggire forse per vergogna, per pudore o per timore che le mie emozioni potessero in qualche modo esplodere,come una bomba.. improvvisamente! Eros mi vedeva tesa... quindi mi ha preso le mani quasi per rassicurarmi... Ha distolto lo sguardo dal mio volto per concentrare la sua attenzione sull'unica parte del mio corpo di cui vado molto fiera: il mio seno formoso, morbido, abbondante, avvolgente. Dopo avermi delicatamente alzato la t-shirt ha cominciato a massaggiarlo dolcemente con le sue mani grandi e morbide... Come un bambino che si appresta a mangiare lo zucchero filato... Poi si è soffermato a giocare con i miei capezzoli facendoli diventare gradatamente, sempre più turgidi ed eccitanti... leccandoli, succhiandoli.. fino a scaturire in me una voglia animalesca, disumana... incredibile! Vi sembrerà strano ma non riuscivo più a controllare i miei impulsi. Avevo voglia, ma tanta voglia, di toccare quella protuberanza che si ergeva dai pantaloni. Non ebbi nemmeno il tempo di pensare, che già le mie mani erano lì.. posate su quel fulcro del piacere. Era duro.... mmmmmmh durissimo! Più duro della mia testardaggine a non voler a tutti i costi manifestare le mie emozioni. E così ora mi sentivo fragile, arrendevole, di fronte a quel sentimento che si faceva sempre più intenso e persistente. Sapevo, ma non volevo ammettere a me stessa, di provare una grande passione, di amare Eros, quell'uomo che da un giorno all'altro ha deciso di scompigliare tutta la mia vita. Una vita che seguiva un filo logico, un'esistenza tutta programmata e calcolata dalla mia ragione. Anche davanti all'evidenza dei fatti, continuavo a ripetere a me stessa che Eros non era il tipo adatto a me e che dovevo amare Mirko, l'uomo che mi accingevo a sposare. Dovevo... come se l'amore fosse un Dovere, una forza razionale obbligata, non irruenta e nemmeno passionale e impulsiva. Ma mi sbagliavo di grosso. Solo adesso cominciavo a capire quanto. Perchè l'amore è un fiume impetuoso di carica emotiva, di ardore... una passione violenta in grado di stravolgerci, una bestia indomabile e spesso molto beffarda e incosciente. E così ho deciso di lasciarmi andare... Di non respingere più, quell'uomo che tanto voleva possedermi. "Fai di me ciò che vuoi!" Pensavo mentre mi spogliava.. La sua bocca si incrociava con la mia e la sua mano morbida accarezzava il mio nido caldo umido entrando nel profondo mentre io mi toccavo con massaggi rapidi e vogliosamente intensi, quel seno gonfio e prosperoso... fino a raggiungere quel benedetto orgasmo a cui volevo abbandonarmi da tanto tempo. Ed Eros, con grande foga e fermezza, impiegava tutta la sua dolcezza e le sue forze per farmi raggiungere le stelle ed abbandonarsi con me in quel paradiso libidico. Era porco, molto porco, ma mi piaceva per questo! Se fosse stato diverso non mi sarebbe piaciuto. Pure io mi sentivo una grande porcellona. I suoi giochi erotici mi piacevano parecchio. Sentivo dentro, fuori e addosso, una grande voglia di raggiungere le vette della felicità. Un desiderio inspiegabile di amore e di sesso che portava alla soddisfazione completa di tutti i sensi. E percepivo in lui la stessa voglia, la stessa foga. Un'intesa perfetta. Volevo essere tutta sua: un corpo e un'anima. Fui pienamente soddisfatta. Capii che quei suoi occhi mi avevano veramente stregata e che Eros era destinato a diventare il vero amore della mia vita. Mi sentivo libera, libera di ricominciare a scrivere un nuovo capitolo della mia vita, molto più intrigante di quello precedente. D'ora in poi però, avrebbe dettato il mio cuore.
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