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L'infermiera
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Titolo: L'infermiera
Autore: Piera
Contatto:
Racconto n° 86
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Mi stavo risvegliando lentamente, sentivo delle voci che mi chiamavano, mi resi conto di essere su una barella, nell'anticamera della sala operatoria, le voci mi dicevano "Piera, sei sveglia, tranquilla è tutto finito, quando ti sei svegliata bene ti riportiamo nel tuo letto.". Ci misi qualche minuto per realizzare dov'ero e perché ero li. Già l'intervento di settoplastica al naso, vero, mi ero svegliata ed era tutto finito, evviva, cercai di aprire gli occhi e vidi il bellissimo infermiere vestito di verde che mi aveva accompagnato di sopra. Che begli occhi, pensai, solo che i miei non riuscivo a tenerli aperti.
Mentre mi sistemava nel letto, disse di chiamarsi Michele, che bella voce aveva.
Nei giorni seguenti, si prese cura di me molto spesso, era sempre molto gentile e premuroso, entrava in camera sempre cantando. Dopo la prima medicazione sulla quale preferisco sorvolare, anzi, non parliamone proprio! Chiesi se potevo lavarmi seriamente, ne sentivo proprio la necessità. "Nessun problema" disse Michele, "ti aiuto io". "Come?" Chiesi imbarazzata. beh disse lui "gli infermieri servono anche a questo." "vero, ma non posso fare da sola?"
"assolutamente no" rispose deciso.
Lo faremo stasera, quando ci sarà un po' più di calma. Non sapevo che rispondere, mi aveva lasciato senza parole. La sera, finito l'orario di visita, quando tutti i visitatori se ne erano andati, arrivò nella mia camera, chiuse la porta e prese l'occorrente per il bagno, continuando a parlare con quella voce profonda, tranquillo e sorridente come se non avesse notato il mio imbarazzo, la mia tensione. Nel bagno c'era una piccola vasca di quelle con il sedile, la riempì di acqua tiepida e schiuma, poi si girò e guardandomi mi disse "sei ancora vestita, ti aiuto a spogliarti" "Noooo." pensai, ma non riuscii a dirlo, come un automa lasciai che mi spogliasse completamente senza dire una parola. Mi aiutò ad entrare nella vasca, si sedette vicino su uno sgabello e versò un po' di bagno schiuma sulla spugna. Cominciò a lavarmi dalle spalle, il collo, le braccia, poi tornò sulle spalle e scese lentamente sul seno, i miei capezzoli si erano induriti, mi guardò negli occhi e lasciò cadere la spugna, continuò a lavarmi con le mani accarezzandomi dolcemente il collo ed il seno, insistendo sui capezzoli. Riprese la spugna e cominciò a lavarmi le gambe, lentamente e dolcemente, scendeva fino ai piedi, per poi risalire fino al ventre, chiusi gli occhi, non resistevo, ormai ero eccitatissima, lasciò di nuovo la spugna, e continuò con le mani, lasciai che risalissero all'interno delle mie cosce, fino al mio inguine, scostai le gambe, ora desideravo che mi toccasse, mi stava facendo impazzire, non riuscivo a reagire, stavo subendo le sue carezze, ma con un piacere incredibile. Finalmente le sue dita arrivarono tra le labbra e cominciarono a scorrere dolcemente sul clitoride fino a penetrarmi, continuò a toccarmi in quel modo per un po', continuando a guardarmi negli occhi, la sua erezione era ben visibile, i pantaloni di tela tiravano parecchio. Mi prese le mani e mi fece alzare, lasciò andare via l'acqua e mi asciugò accuratamente, mi aiutò ad uscire dalla vasca e mi accompagnò al letto, mi fece stendere e riprese con quelle dolci carezze, questa volta la sua bocca e la sua lingua scorrevano sul mio collo e sul mio seno, si inginocchiò tra le mie gambe aperte e si abbassò i pantaloni liberando uno splendido pene duro, si abbassò fra le mie gambe, sentii la sua lingua fra le labbra, i mio bacino cominciò a muoversi e cominciai a gemere, mentre le sue labbra mi succhiavano, poi sempre con la lingua, cominciò a salire sul mio ventre, sul seno, sul collo fino alla mia bocca, sentii in suo pene entrare dentro di me mentre lui giocava delicatamente con le mie labbra, facendo attenzione al mio naso, lo sentii affondare deciso nel mio ventre, sollevai le gambe, per aprirmi meglio, le sue spinte erano profonde e forti, chiusi gli occhi per assaporare meglio le sensazioni che provavo, era tutto molto, molto eccitante, mentre il suo ritmo aumentava, sentivo il piacere arrivare, mi abbandonai completamente sotto i suoi colpi, ecco il piacere che saliva, dal ventre fino alla gola, facendomi inarcare sotto di lui, che continuò a spingere fino a quando non sentì che mi stavo rilassando.

Si alzò, e sistemandosi la divisa, mi sorrise, mi baciò dolcemente sulle labbra e mi disse "ci vediamo domani, buonanotte."