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D. e R.
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Titolo:
D. e R. |
Autore:
Mgz |
Contatto:
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Racconto
n° 866 |
Altri
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D. – ciao, come stai? R. - mmm...dovrei dire bene, ma non so, in realtà. D. – Roby mi ha raccontato tutto. R. – uhm...è stata veloce, più del solito, direi...di solito i gossip se li tiene per almeno una settimana, prima di spararli ai quattro venti... D. – forse era una cosa troppo grossa da tenersi dentro, non credi? R. – forse sì, forse no, in ogni caso io ci sarei riuscito benissimo e sono un essere umano anch'io... D. – sì, ma sei diverso. R. – certo, come al solito, in ogni caso i rimproveri sono solo per me, per lei solo compassione, non cominciate a crederlo un po' riduttivo nei suoi confronti, il fatto di compatirla sempre? D. – nessuno lo fa. R. – lo fate, lo fate tutti, tant'è che tu sarai la prima di una lunga serie di telefonate, oggi.. D. - ... R. – senti, io e te non ci conosciamo così bene...usciamo nella stessa compagnia da un sacco di anni, ma non siamo mai andati oltre i soliti discorsi di circostanza...adesso te ne esci con quest'aria da vecchio saggio che ha già provato tutte le esperienze possibili ed elargisci consigli a me e a lei su come dovremmo comportarci... D. – non è così. R. – lo è eccome. Comunque ascolta, carissima, adesso ti racconto come stanno davvero le cose, so che sai tutto e sarà tutto scontato, ma per favore, regalami questi 5 minuti del tuo prezioso tempo... D. – senti, non è il caso che... R. – SILENZIO!, adesso ascolti e zitta, ti ho chiesto 5 minuti, qualche centinaio di secondi...non è troppo, credo... D. –... R.- Io e Roby ci conosciamo da una vita, un'amicizia bellissima che ben poco ha trovato riscontro in dialoghi, uscite di gruppo, spettacoli al cinema e altre puttanate simili...no, con lei ci sono sempre stati sguardi, risate, carezze e affetto che viene trasmesso quando siamo vicini e soli, c'è un'intesa forte, un' intesa di pelle che non si può ridurre, né modificare; è così ed è un fatto che noi abbiamo accettato. Ieri sera, per la prima volta dopo una vita, abbiamo scoperto le carte, abbiamo parlato dopo un lungo tempo di distacco forzato ed è successo quello che è successo... E' bastato guardarsi e dirsi poche cose, è bastato pochissimo per ritrovare quello che avevamo nascosto per anni in un lato oscuro del cuore. Siamo finiti sdraiati sul letto, ci siamo abbracciati e stretti forte, ci siamo annusati e con le labbra ci accarezzavamo, il collo le guance, la fronte. Eravamo stretti, forte fortissimo, come se fossimo in mezzo ad una tormenta, ma la tormenta era dentro noi, una tormenta chiusa per tre, forse quattro anni, che è esplosa, violenta e sensuale. Ci siamo spogliati, siamo rimasti entrambi quasi nudi, perché le nostre pelli dovevano unirsi, DOVEVANO, mi capisci?... Siamo stati così un po', non saprei dirti quanto...i nostri profumi ad un certo punto sono stati coperti dall'odore di sesso, lei sentiva il mio e io il suo, fortissimo, mi ha penetrato con una violenza nel cuore, con una forza tale che baciarci è stata la diretta conseguenza... puoi immaginare una scarica così potente che ti costringe ad aprire la bocca per respirare più ossigeno possibile?? Bene, entrambi abbiamo aperto le labbra e abbiamo respirato l'uno nell'altra. Pensi di poter immaginare quello che è successo dopo? D.- io... R.- sì che lo immagini, io sono entrato dentro di lei, era calda, umida...lei ha aperto gli occhi e ha piantato le unghie sulla mia schiena...non ti so dire se era più intenso il dolore delle unghie o il suo sguardo infiammato di passione... ...ho cominciato a muovermi dentro, lei si stringeva sempre più forte e muoveva la sua lingua sul mio viso e nella mia bocca...mi assaggiava, lo capisci?, ci leccavamo mentre facevamo l'amore...volevamo assaggiare ogni singola molecola del nostro corpo... Lei ha cominciato ad ansimare sempre più forte, non abbiamo mai smesso di guardarci e lo sai perché?...lo sai, cazzo??... perché volevamo memorizzare ogni millisecondo di quel momento, perché sarebbe finito di lì a poco e avrebbe segnato il ritorno di quella finta indifferenza fra di noi... ...ci siamo guardati per minuti, forse per un'ora non so e poi l'abbiamo sentito, è arrivato contemporaneamente per tutti e due, le spinte si sono fate veloci e intense... di nuovo le sue unghie nella mia pelle... lei è venuta, io anche, dentro di lei...siamo rimasti così incastrati per un'altra infinita quantità di tempo...i nostri occhi sempre aperti, a pochi centimetri di distanza...i nostri visi, accarezzati dalle mani dell'altro... D.- ma poi... R. – ma poi cosa è successo??... cosa vuoi che sia successo, siamo riatterrati bruscamente sulla terra. Qualsiasi cosa dopo quello che era successo, sarebbe risultata vuota e squallida... Cosa pensi che sia successo? Se ne andata, non è fuggita, non si è fatta subito mille domande; io non mi ricordo quando se ne è andata, perché ero stordito, stordito dalla forza di quelle ore, dalla forza di un amore primitivo e selvaggio... Voi potrete solo pensare che sia stata una gran scopata di due amici magari un po' ubriachi, ma non capirete mai un cazzo e proprio perché non capirete mai, non ha senso che io stia qui a raccontarvi balle, perché penserete di tutte queste mie parole solo come una manciata di giustificazioni ben architettate per il nostro tradimento... Voi vedete due persone che hanno tradito, io vedo due persone che si amano di un amore impossibile nella realtà, in quella vera di tutti i giorni, in quella realtà fatta di tutti quei calci in culo che ti corrodono l'anima fino ad annullarti. Ci siamo regalati un attimo di pausa che vale per tutta la vita, un attimo indispensabile per poter continuare a poter pensare che abbiamo ancora quei fottuti sentimenti che ti permettono di vedere il mondo con sguardo positivo...è stato giusto, è stato sbagliato, non mi frega niente, E' STATO... e siamo contenti che sia successo. Le conseguenze??..idem come sopra...non mi interessa cosa può succedere, io sono stato sincero con me stesso, ho guardato dentro di me e sono felice di avere avuto il coraggio di fare quello che ho fatto. Lo ha fatto anche lei e anche lei è felice, ne sono sicuro, solo che lei ha un po' più di paura, tutto qui... D.- tutto qui...già... R.- ... D.- scusami R.- non scusarti, non hai fatto niente D.- sì che ho fatto qualcosa, io... R.- ok...dai non ti preoccupare D.- uff..bene, io adesso dovrei andare... R.- sì lo so, stai bene..ci vediamo venerdì o sabato sera... D.- sì, nel solito mondo reale... R.- un bacio...
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