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L'attesa
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Titolo: L'attesa
Autore: Patricia Sugar
Contatto:
Racconto n° 875
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Guardo l'orologio, sono quasi le 21.00 e tu non tornerai fino alle 23.00. Ho due lunghe ore per prepararmi.
L'acqua nella vasca è calda, vi ho versato profumi orientali. Lentamente mi spoglio. Mi guardo allo specchio... sorrido, i miei seni nonostante non sia più una ragazzina sono ancora abbastanza tonici e rotondi.
Prendo contatto con l'acqua e mi immergo. Sento l'effetto benefico e rilassante dell'acqua calda e profumata sulla pelle.... chiudo gli occhi ed inizio a lasciare andare la mia mente.
Questa estate... la nostra spiaggia, il sole così accecante, l'azzurro di un mare incontaminato. tu ed io. I miei occhi erano chiusi, l'unico contatto con il mondo il calore della sabbia. Poi la tua mano mi sfiora i capelli, mi accarezza il mento. Chiedi: "il mio folletto rosso sta dormendo?" La mia risposta muta è un sorriso. Continui ad accarezzarmi e mi sussurri: "siamo soli, non c'è nessuno sulla spiaggia". Io non riesco ad aprire gli occhi, cerco il tuo corpo a tastoni poi una mano ti tocca il viso, mi avvicino e ti bacio. Riesco ad aprire le tue labbra con le mie... mi cingi la vita. Io cerco i tuoi capelli, li tiro tra le mie dita fino a farti male. "selvaggia, ma ora ci sono io a dominarti..." Con un gioco di dita apri il mio reggiseno e lo togli. Le tue mani sono subito le coppe che sostengono i miei seni. Sento che hai un fremito di piacere, piccoli brividi sulle tue braccia. Mi distendo e ti tiro a me. Continuo a baciarti, quasi a toglierti il respiro. Nonostante il sole riesco ad aprire gli occhi, guardo il tuo viso abbronzato, mediterraneo, e con aria di sfida dico: "io ti voglio, ora". E' l'inizio, sì è l'inizio di un gioco erotico, di piacere condiviso, è un gioco di mani, di labbra, di sguardi, di parole....
Sto toccando il tuo sesso duro.
Il tuo sesso maschio che mette quasi timore, che mi fa sentire la preda cacciata, la terra arata, la schiava dominata.
Ormai completamente nudi ci dedichiamo ad ogni centimetro del nostro corpo ... fino a quando la tua lingua raggiunge e inonda la mia apertura più intima. Ho delle convulsioni dall'eccesso di piacere che provo. Sono carponi davanti a te, il tuo viso nel solco delle mie natiche.... Giro la testa e con lo sguardo ti dico che sono pronta. Ti avvicini ed incominci ad accarezzare le mie natiche col tuo sesso, poi cerchi l'entrata per godere di me. Ti sento entrare, vorrei gridare, vorrei muovermi... ma come se seguissi fedelmente il mio ruolo in un copione, resto immobile finché non spingi fino in fondo. I tuoi genitali sabbiosi stanno sfiorando le mie labbra segrete. Ogni tuo colpo prima lento poi deciso mi fa sentire tua, sempre più tua. Ci muoviamo insieme, siamo due corpi uniti.... mi dici cose travolgenti, mi parli di emozioni mai vissute prima. Finché l'onda calda arriva, la sento .... preannunciata dal tuo grido. Le tue dita si chiudono sui miei seni, li tiri quasi fossi la tua giumenta da mungere. L'orgasmo è talmente violento da lasciarti senza fiato, senza forze.... ti accasci quasi sulla mia schiena.
Inizi a baciarmi le natiche .... le benedici, baci i miei fianchi, baci le mie spalle, baci il mio ventre, baci il mio seno... poi ti distendi vicino a me e con l'incoscienza di un bambino che si è sentito grande... ti addormenti.
Apro gli occhi. Che ore sono? le 22.45.
Accidenti stai per arrivare ed io sono sempre nella vasca.
Mi alzo, mi asciugo velocemente e mi massaggio con la crema profumata. Sei partito da due giorni per recuperare il gommone al mare... il nostro mare. Vado in camera ed indosso la camicia da notte acquistata questa mattina, una sorpresa per te.
Girello in casa per ingannare gli ultimi momenti di attesa.... per aprirti poi la porta e dire: bentornato a casa amore.