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Tema siciliano
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Titolo:
Tema siciliano |
Autore:
Patricia Sugar |
Contatto:
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Racconto
n° 903 |
Altri
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Intravedo la luce tra le tende leggere. Mi alzo mollemente dal letto e mi avvicino alla finestra. E' accecante il riverbero del sole siciliano. Sono arrivata da Firenze qui per te, stregata dai tuoi occhi scuri, la tua pelle ambrata, il tuo sorriso accattivante; dalla tua terra così solare. ”Piacere, Antonio Di Pietraperzia” ”Piacere Maria Cristina”. La serata era passata nel racconto del tuo amore per i cavalli, della produzione di vino e della tua masseria, luogo di partenza e di ritorno. Una villa del ‘700 in aperta campagna dove il tempo è ancora oggi scandito con tocchi lenti dal sole, dal caldo, dalle stagioni. ”Signora, amo il mio vino come le donne, è la più forte passione della mia vita e voi avete un colore bellissimo, caldo. Ma il vostro sapore?” Quando ci siamo lasciati e mi hai invitata a visitare il tuo mondo, la mia risposta affermativa è stata l'epilogo naturale del nostro incontro. E’ caldo, la mia fronte è imperlata da piccole gocce di sudore. La tua governante mi ha portato della limonata fredda ed il cestello del ghiaccio. Bevo a piccoli sorsi assaporando il sapore dei limoni spremuti, il loro succo bianco, leggermente denso. Ne rovescio qualche goccia nello scollo della mia camicia da notte di lino, il ghiaccio fa inturgidire i miei capezzoli. Mi siedo sulla poltrona ed inizio ad accarezzarmi un seno con la mano. Disegno spirali bagnate che hanno il culmine sul capezzolo indurito dal tatto. Mi hai chiesto di aspettarti mentre visiti le vigne. Uva rossa succosa, dolce, terribilmente dolce. Perché tutto in Sicilia è un’esplosione di sensualità? Divarico leggermente le gambe, il calore è penetrante. Dal secchiello prendo un cubetto di ghiaccio, lo osservo nel palmo della mano. È un cristallo grezzo e sfaccettato. Delicatamente lo sistemo proprio sulla cima del mio monte di venere e sento il beneficio del freddo che scivola umido, insinuandosi tra le mie labbra segrete. Ho un brivido. Una piacevole sensazione mi nasce tra le gambe. Appoggio la testa all’indietro, socchiudo gli occhi ed inizio ad accarezzarmi delicatamente il ventre, la mia mano inventa prima strani percorsi, strade fantastiche per scendere poi nell’inguine e percepire quanto la mia eccitazione sia cresciuta. Sento pulsare la mia fica. Apro le gambe ed inizio ad accarezzarmi. Il cespuglio dei peli pubici mi contrasta l’apertura di quella bocca carnosa che tanto amo toccare, palpeggiare. Proseguo il viaggio ed arrivo al clitoride. E’ duro, un piccolo sesso maschile dentro di me. Ormai sono preda della mia eccitazione, ansimo, il respiro si è fatto veloce, roco. La mano mi sta esplorando, sta violando l’interno della fica bagnata dal ghiaccio e dai miei umori. Dio questo caldo mi fa impazzire e sto godendo selvaggiamente. Ho violenti sussulti e lancio un grido di piacere, le mie emozioni si liberano nella stanza. Resto un poco con gli occhi chiusi e quando li apro ti vedo. In piedi, vicino alla porta. Non ti ho sentito entrare. Mi stai guardando come se non lo avessi fatto mai. Ti avvicini e t’inginocchi davanti a me. I tuoi capelli scuri tra le mie gambe. Non hai preliminari, con le dita apri la fica ed inizi a leccare. Ti lascio fare e resto in silenzio. Aspetto d’incontrare il tuo sguardo. “Il vostro sapore è inebriante Signora”. Giro la testa verso la finestra e guardo la luce abbagliante. Sì, la Sicilia mi piace, penso che rimarrò ancora qualche giorno.
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