|
|
|
Un capodanno indimenticabile
|
|
|
Titolo:
Un capodanno indimenticabile |
Autore:
Petruz |
Contatto:
|
Racconto
n° 932 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Era la notte di capodanno. Con un gruppo di amici avevamo affittato una casetta in montagna per festeggiare in modo diverso le feste. Nonostante fossero solo le 22:30 eravamo già tutti parecchio brilli. Alcuni non si reggevano più in piedi, ma io e pochi altri continuavamo a ballare. Tra questi c’era Alice che si muoveva sinuosa, seguendo il ritmo della musica come pochi sanno fare. Indossava dei pantaloni di stoffa nera, aderenti sui fianchi e più larghi scendendo verso la caviglia, e una camicetta rosa che sembrava trattenere a stento il suo seno prosperoso. Provai ad avvicinarmi a lei per l’ennesima volta, anche se ero sicuro che mi avrebbe respinto, come sempre, da tre anni a questa parte. Stranamente lei sembrava stare al gioco e davanti a tutti strofinava i suoi glutei contro il mio bacino, eccitandomi enormemente. Quando fu finita la canzone mi prese per mano e si diresse verso le camere. Mi fece entrare in una stanza matrimoniale e chiuse la porta a chiave dietro di sé. Mi spinse contro il muro e cominciammo a baciarci, mentre lei infilava una mano nelle mie mutande, massaggiandomi. Sicuramente era ubriaca. Ci sdraiammo sul letto e lei si mise sopra di me, divaricando le gambe, e, sbottonandomi la camicia, prese a baciarmi ed accarezzarmi il petto. Ero confuso ed eccitato come non mai, erano anni che aspettavo questo momento, erano anni che volevo far l’amore con te Alice! Lentamente si tolse la camicetta, rimanendo con quel reggiseno nero che esaltava i seni tondi e sodi. Si chinò su di me per baciarmi e io ne approfittai per slacciare quel gancio che mi divideva dall’ammirare le sue meraviglie. Quando lei tornò ad alzarsi le denudai il seno e cominciai ad accarezzarlo. Per quanto avevo sognato di vederlo, ma mai avrei immaginato di poterlo toccare! Con le dita giocavo attorno ai suoi capezzoli che s’inturgidivano sotto le mie mani. Lei intanto muoveva il suo bacino ritmicamente, premendolo contro il mio pene che era diventato visibilissimo attraverso i pantaloni. Allora presi l’iniziativa. La feci sdraiare e cominciai a baciarla ovunque, scendendo verso i pantaloni e glieli sfilai. Aveva delle bellissime calze autoreggenti che non fecero che aumentare la mia eccitazione. Le sfilai anche il tanga e iniziai a leccare lentamente il suo frutto proibito, mentre lei gemeva di piacere. Chissà se gli altri si erano accorti della nostra assenza. Il pensiero non fece che eccitarmi ancora di più, perché nessuno nella nostra compagnia aveva mai fatto sesso con Alice. Mi tolsi pantaloni e slip e la penetrai. Lei emise un gemito più forte invitandomi a continuare. Mentre spingevo leccavo i seni perfetti e caldi; intanto il suo viso, reso rosso dall’amplesso, ricordava un’estasi mistica. Volevo che anche lei conducesse il gioco, allora mi sdraiai di schiena, così che lei, muovendosi lentamente, regolava la profondità della penetrazione. Io la accompagnavo nel suo movimento con le mani sui suoi fianchi, salendo poi ad accarezzarle il seno e il viso. Lei allora leccava il mio pollice e lo succhiava, come fosse qualcos’altro. L’orgasmo era vicino per entrambi. Quanto mi avevi fatto aspettare quel momento Alice! Ogni volta che ti vedevo, sognavo di averti almeno per un istante. E tu con quel tuo comportamento altezzoso rifiutavi me e tutti gli altri, stuzzicando sempre di più le nostre fantasie. Finalmente ora eravamo uniti, i nostri corpi fusi in un amplesso perfetto, indimenticabile! Mentre io esplodevo dentro di te, tu gridavi di piacere persa nel tuo orgasmo. Mi accorsi che fuori la musica si era fermata; tutti avevano ormai capito ciò che io e te, Alice, avevamo fatto, ma noi eravamo troppo contenti e ubriachi per rendercene conto.
|
|
|
|