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Chi sei?
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Titolo: Chi sei?
Autore: Shirley
Contatto:
Racconto n° 933
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Dove sei?
La mia voce riecheggia nella sala.
Non avrei mai dovuto accettare di fare questo. Accettare di incontrare un uomo al buio.
Perchè questo non è un appuntamento. Non ci siamo scambiati due righe, due parole, uno stupido sms.
Non so chi sia, non so niente di lui, solo che è un uomo.
E questo appuntamento non finirà con una stretta di mano.
..qui il buio è vero ed io sto brancolando in una stanza che deve avere i soffitti molto alti, vista l’eco, e cammino a tentoni con le mani avanti ed i piedi attenti a non inciampare.
Ho paura e la paura, lo so, mi eccita.
Percepisco che c’è qualcun altro in fondo alla stanza, non sono più da sola, ne sento le vibrazioni e più che altro i passi, incerti come i miei.
Chi sei?
Lo ripeto a voce alta con la voce tremante. Sento che la mia fronte si sta imperlando di sudore, ma non ho il coraggio di passarci sopra una mano per paura, le mani devono stare davanti, a protezione di me.
Lui non risponde, sta camminando verso di me, è vicino oramai, troppo vicino, lo sento.
Ad un tratto mi sento prendere la mano. Rabbrividisco e faccio un salto all’indietro. Voglio fuggire, ma non riesco a fare un passo. Sono bloccata come una bella statua di marmo, una Venere monca, incapace di impugnare qualsivoglia arma per difendersi.
Sento la sua mano che afferra il mio polso, tremo e tento di far mollare la presa. Non ci riesco, un po’ perché la presa è forte ed un po’ perché tutto questo sta provocando sensazioni fortissime dentro di me, ho caldo e freddo allo stesso tempo, i brividi e le vampate…
L’impossibile ora mi sembra possibile, l’assurdo si mischia al lecito e mi giro verso di lui, avvicinandomi. Ora posso sentire il suo respiro sulla mia bocca. Non ho più paura.
Lui resta immobile, tenendo nella mano il mio polso e quel contatto ci basta, basta per sentirsi eccitati. Voglio sapere com’è.
Allungo piano la mano come se dovessi toccare una bolla di sapone.
Il viso è liscio ed i tratti sembrano regolari. Vorrei poter vedere i suoi occhi.
Allunga la sua mano e tocca il mio viso, le sue dita percorrono i tratti del mio volto e mi chiedo se il mio volto potrebbe piacergli. No, questo non ha importanza, non può vederlo.
Chi sei?
Quell'uomo non ha voce, non ha volto, solo profumo e respiro.
D'un tratto le sue mani afferrano il mio collo da dietro la nuca ed io tremo. Le sue labbra si appoggiano sulle mie, non riesco più a respirare ma nemmeno a resistere.
La sua lingua si intreccia alla mia.
Non avevo mai provato un'eccitazione simile, mai in tutta la mia vita.
Sono attratta da una calamita, voglio baciarlo ancora, voglio baciarlo per sempre, voglio toccarlo, voglio essere toccata.
Non parla ma legge i miei pensieri.
Mi ritovo distesa, penso sia un grande divano, sento morbido sotto la schiena, allungo i piedi ma non ne trovo la fine, allungo le braccia verso l’alto e non ne trovo l'inizio, ma trovo un cuscino, deve essere di velluto. Immagino che quel divano sia rosso.
Ha smesso di baciarmi.
Non lasciarmi....
Afferro il suo viso come lui aveva fatto prima con me e lo sento gemere. Lo accarezzo.
Allungo poi la mano verso i suoi pantaloni e tocco la sua eccitazione, cresciuta allo spasimo e stranamente mi sembra di aver fatto quel gesto con lui da sempre.
La sua mano si fa spazio sotto la mia gonna e nelle mie mutandine che va a scostare di lato, tutto succede in fretta. Le punte delle sue dita sono fredde, godo, mi abbandono, non ho più paura ora… godo e grido: è bellissimo.
Spalanco gli occhi nel buio.
Lui in un secondo è dentro di me, ansimante, potente e prepotente.
Mi sento usata, poi stupida, poi la smetto di pensare. Non ha senso pensare in questo posto..
Le sensazioni invece sono forti e nette, libere, vere; non c'è pericolo di pensare a dopo, non c'è bisogno di vedere l'espressione nei suoi occhi, non c’è bisogno di parlare e di capire... c'è solo da godere, godere e godere, fino a spingere all'unisono per poi gridare ancora e sentire il caldo del suo orgasmo dentro..
Lui è tutti gli amanti che ho avuto. Rivedo i loro volti su di me. Il mio amante ora è biondo, ora moro, ora giovine, ora vecchio... ma ogni mio pensiero viene rapito da lui che non ha identità ma è il piacere puro, lui è l’estasi.
Chi sei?
Mi trovo mezza nuda sul divano, respiro a scossoni, come se avessi pianto per ore.
Sento l’eco dei suoi passi nel silenzio che mi ronza nelle orecchie.
Il suo profumo è ancora sulla mia pelle e tutto il mio corpo è estremamente sensibile.
Mi muovo lentamente ed il velluto del cuscino è una carezza fin troppo eccitante... non importa più chi sei.... torna dentro di me.