|
|
|
Luce
|
|
|
Titolo:
Luce |
Autore:
Raul |
Contatto:
|
Racconto
n° 939 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
“Nuovo giorno, nuova città, nuovo hotel. No, non posso fermarmi.” Abbassa gli occhi, sospira. “ Mi chiamo…” Con dolcezza poso la mano sulle sue labbra. “ Non lo dire.” Sussurro carezzandola. “ Chi sei?” Chiede con un filo di voce. “ Un sogno… un bellissimo sogno.” Le alzo il mento baciandole dolcemente le labbra, i suoi occhi incontrano i miei, trattiene le lacrime guardandomi uscire dalla stanza.
L’auto sfreccia sull’asfalto, i fari squarciano la nebbia… il suo volto dolce, il suo sguardo intenso, profondo. Sono entrato in quel piano bar per un whiskey… Quella voce sensuale e melodiosa quanto le note del pianoforte… centoottanta chilometri, accelero…Dolcezza, femminilità, sensualità. Ho sempre cercato di prendere ciò che voglio. Con lei è stato diverso, un contatto di pelle, uno sguardo e un sorriso. “ No, niente alcool per me, grazie.” Sorride mostrando una dentatura perfetta. Calore, sento il suo calore diffondersi nell’aria. Sguardi, sguardi intensi…
Questa nebbia, Dovrei rallentare ma non posso, tutto ha un suo tempo tutto deve seguire però il mio tempo…
Le prendo la mano, cerca di ritrarla, poi lascia che io la osservi, è delicata, dita lunghe affusolate, carezzo il dorso con il pollice, è lasciva. Le sue labbra ben disegnate, i capelli corvini che le ricadono sulle spalle. Desidero baciarla, poggio il bicchiere, mi avvicino. Si ritrae sorridendo, non è un no, lo capisco e non mi arrendo. “ Scusa.” Sorrido, la sua mano non si ritrae, stringe la mia. Pago il conto. Lasciando il locale mi volgo verso di lei, sorride. La notte umida e fredda mi accoglie nel suo abbraccio. Attendo, pochi minuti dopo mi raggiunge. Sente freddo, le cingo la vita e la bacio.
La nebbia è più intensa, i fari… non vedo più i fari.
Chiude gli occhi, le sue labbra sono morbide profumano di viola. La sua lingua intreccia la mia, sento i suoi denti, il suo palato, la nostra saliva mischiarsi. Secondo isolato a destra, entriamo nell’hotel abbracciati. Niente luce nella camera, solo i riflessi dei lampioni stradali. La porta sbatte dietro di noi, un colpo secco.
La nebbia… un colpo secco improvviso…
L’abbraccio poggiando la schiena sulla porta, le apro il cappotto le mie mani scivolano sulla seta del suo abito, carezzano i contorni del corpo. Le bocche si cercano, si frugano. L’impeto dei sensi toglie ogni inibizione, inoltro le mani sotto l’abito, l’alzo, sento il finire delle calze autoreggenti e il contatto della pelle calda vellutata. Il suo bacio è più intenso, appassionato mentre le dita scostano il sottile perizoma e si posano sul sesso umido. M’inginocchio ai suoi piedi, il profumo intenso di donna eccita ancor più la mia libido. Si schiude il fiore all‘insinuarsi delle mie labbra e l‘avida lingua, sciogliendo la rugiada dei suoi petali, preme la mia testa sul suo sesso, fremendo stringe i miei capelli. L’intenso sapore non placa la mia sete di lei. L‘abito cade ai nostri piedi, risalgo il suo corpo tracciando linee con la lingua, afferro i suoi seni sodi, sento palpitare il suo cuore. Bramose le labbra si cercano, le offro il suo sapore. Tolgo la camicia, mentre le sue mani slacciano la cintura dei miei pantaloni, i nostri abiti sono confusi sul pavimento. Nudi ci trasportiamo sul letto. Ora è lei che gusta il sapore della mia pelle, con dolcezza scende sul mio sesso, sento l’alito caldo del suo respiro, le sue labbra tenere gradualmente ne prendono possesso. Chiudo gli occhi carezzandole i capelli. Desidero le sue labbra, la sollevo per baciarla con passione. Con un gesto della testa manda indietro i capelli. I suoi occhi sono illuminati da una luce intensa, resto disteso ad ammirarla mentre si adagia sopra di me. Nella penombra i suoi seni eretti risaltano, lentamente si lascia scivolare sulla mia turgida virilità, entro dentro di lei o forse è lei che entra in me. Delicata come una rosa, impetuosa come un fiume in piena, selvaggia valchiria è lei ora che mi trasporta oltre i confini del tempo… Le sue mani premono sul mio torace come ad aggrapparsi. Un calore intenso si sprigiona, raggiunge il suo corpo accompagnato dai nostri gemiti di piacere.
Un calore intenso… tutto si tinge di rosso… un alito di ghiaccio mi avvolge. Dov’è la nebbia, dove sono? Cosa mi colpisce sul petto?
“…Abbiamo trovato il biglietto nella tasca della giacca…” “… Si, raggiungerò al più presto…Grazie.”
Non c’è tempo per il trucco. Devo andare, cosa mi spinge non lo so. E’ tutto come ieri sera, un impalpabile stato inconscio mi ha spinto tra le sue braccia, un sogno… Si, mi sono data a lui come in un sogno, mi ha posseduta e l’ho posseduto, abbiamo gustato l’enfasi del piacere dei sensi, ci ha avvolto nel palpito dei nostri corpi. Poi il risveglio, il timore del suo giudizio, è ritornato il pudore… Non so cosa mi ha spinto a far scivolare il mio biglietto da visita nella sua giacca. Forse non lo ha neppure visto, forse volevo solo che si ricordasse di me, il mio nome. Forse è la mancanza di un uomo… dopo il divorzio. Quanti forse nella mia vita… La nebbia si è diradata, forse arrivo in tempo…
“ Un amico, un caro amico…” “ E’ in coma, ci riserviamo la prognosi per le prossime 24 ore.”
Sono qui, vicino al tuo letto, mi chiedo perché… Una notte di sesso, niente più… Il tempo di sentirmi nuovamente donna. E sono qui, riprenditi, vivi! Svegliati, dimmi che sei solo un bellissimo sogno, non svanire così in questa realtà. Sono passati due giorni, sono ancora qui, aggrappata al mio sogno. Rivivo ogni istante di quella notte, i tuoi baci, le tue mani che esploravano i miei più intimi segreti, sì anche il sapore della tua essenza è ancora vivo sulle mie labbra. Tu sei vivo, ti parlo… ti sento vivo ancora palpitante dentro di me, sento il tuo fiotto caldo invadermi… Tu sei vivo… Senti il mio respiro sulle tue labbra…
La nebbia si dirada… Dove sono? Non riesco a muovermi… Ho il suo volto impresso nella mente, è nella nebbia, ma si sta delineando sempre più… Percepisco il profumo di viola delle sue labbra, dove sono? Un incubo, un brutto sogno? Solo lei, la sua dolcezza, la passionalità. La sua voce, sento la sua voce…
“La tua mano ha avuto un riflesso, sono certa mi senti… il mio nome è Luce…”
Sei qui… Il mio tempo, è nel tuo nome…
“ Luce…” Sussurrai quel nome, combattendo contro una forza che mi teneva imprigionato in un altro tempo. Poi tornai nel tempo di Luce, nel suo calore, nella sua passione, nel suo cuore…
|
|
|
|