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La ragazza di Livio
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Titolo: La ragazza di Livio
Autore: Babele
Contatto:
Racconto n° 948
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Il mio appartamentino al mare è come le cinquecento di trent'anni fa, in esso ad agosto ci stipiamo mia moglie, io e le figlie e ci stiamo stretti, strettissimi da quando si sono aggiunti a noi nostro nipote Livio e la sua fidanzata, una stacca!
Sulla spiaggia, in mezzo a tanti, non mi fa nessun effetto vedermela attorno tette al vento, culo "protetto" da un filino che scompare fra le belle chiappe, "cozza" depilata, "valve" appena nascoste (si fà per dire) da un sottile triangolino di stoffa leggera.
La fidanzata di Livio ed il loro gruppo di amici vivono perennemente imbrancati come una tribù di scimmie, sempre addossati l'un l'altro, aggrovigliati in coppie che si formano e si disfano alla rinfusa, chissà se si spulciano anche!, la vedo abbracciata od allacciata a caso un pò a tutti e spesso seduta sulle ginocchia di tutti, il suo giovane culo nudo e sodo spiaccicato al cazzo di ognuno, lei come tutte le altre del branco, normale modo di comportarsi dei giovani di oggi, pare.
Ma tra le mura del nostro appartamentino mi fà girare la testa, mi angoscia vedermela sculettare attorno a volte ed in certi casi momentanei addirittura senza neanche "il micro triangolo con filo" che indossa al mare.
Tutto ciò pare normale per tutti, io invece incomincio a soffrirlo.
Dieci giorni e la presenza della giovane quasi sempre nuda invece di assuefarmi mi rimbecillisce.

Sto pensando se andare in spiaggia o farmi una passeggiata nel parco, però, sono già le diciassatte!, ho fatto un "pisolone" oggi.
- Ciao dormiglione!, ancora a letto eh? -
- Ciao, come mai sei tornata? -
- Sono venuta a prendere la sacca con le robe, andiamo a Numana, stiamo fuori a cena, poi tutti in discoteca, torniamo all'alba -
Ed eccola già nuda sgambettarmi attorno indaffarata a scegliere ed a buttare nella sacca poche e pratiche cose, piegarsi "a novanta gradi e passa" per prendere dal cassetto in basso i sandali... si rialza, si gira per caso verso di me e mi coglie "blu".
Ride forte e: - Hai voglia di scoparmi eh! -
- Ma... veramente... -
- Ti tira di farlo sì o no? -
- Sì -
- E allora dai! -
Mi fiondo su di lei, la travolgo e ci ritroviamo scaraventati contro il tavolo del cucinino sul quale si stende di schiena e mi spalanca cosce, gnocca e culo "in sponda".
Incomincio a palparla ed a leccarla come un forsennato... sapore di sale, granelli di sabbia nella figa, lungo il perineo, attorno al buco del culo, la lavoro sempre meglio, con sempre maggior passione, forse con ossessione, gode stritolandomi la testa fra le cosce che subito riapre per farsi infilzare, la monto con vigoria e trasporto, i suoi piedini mi titillano la nuca, ho le orecchie invase dai suoi gridolini, le vengo nella cozza ma solo in parte perchè, preceduto da uno schizzo che le si infrange sul "buco del", glielo pianto nel didietro che è vasto, accogliente, "abituato", glielo faccio come un folle, non come si dovrebbe, vengo una seconda volta speronato dai piedi e frustato dai gorgheggi da gusto della fidanzata di Livio e vengo sopraffatto da una emozione e da un piacere sfrenati.
Fà la doccia, mi raffreddo, mi lavo.
E' pronta per andarsene, è come se niente fosse stato, mi guarda: -E bravo il montone!... se ne avevi tutta qesta voglia perchè ti ci è voluto tanto per scoparmi?... sei meravigliato eh, stralunato!, torna normale, guardami, guardati, tastati, interrogati, cos'è successo?, cos'è rimasto?, niente!... ah, già, ma per così poco voi vecchi avete fatto tragedie, accoltellate mogli madri dei vostri figli, sparato ad ed uccisi uomini, esseri umani, solo perchè amanti di valore sessuale ma anche morale per millenni, bruciate "streghe" per secoli!... ciao, chiavone! - e se ne va canticchiando lieta.
Mi guardo, mi interrogo, mi tasto... cos'è rimasto?
Niente!
Appunto.

Babele