|
|
|
Fremito caldo
|
|
|
Titolo:
Fremito caldo |
Autore:
Asiel |
Contatto:
|
Racconto
n° 95 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Il locale era pieno, una serata piacevole. Tanti amici vecchi e nuovi. Ballavamo, ci stavamo divertendo. D'un tratto sentii i suoi occhi neri e penetranti su di me. Tanto neri, quanto pieni di una luce magica, ipnotizzante, ed accattivante. Un Fremito caldo poi freddo e di nuovo caldo, mi attraversò il corpo per poi fermarsi in prossimità del mio sesso. Non ebbi il tempo di rendermene conto, sentivo questa sensazione provocare i miei sensi e impadronirsi di me. Ecco tutto il mio equilibrio personale vacillava un'altra volta. Quando pensavo non sarebbe più successo. Mi stavo di nuovo lasciando trasportare e sopraffare dagli istinti. Le mie gambe tremavano, mi sentivo impacciata e non riuscivo a staccare i miei occhi dal fuoco dei suoi. Decisi che l'intruglio di super alcolici che stringevo tra le mie mani, e che fino a pochi attimi prima non mi andava più, era la giusta soluzione ai miei disturbi. Bevvi fino all'ultima goccia il mio White Spider, come fosse acqua fresca!!!! Mi sentii subito meglio, e tutto sembrò più facile. I nostri sguardi non smettevano mai di cercarsi, le distanze tra noi s'accorciavano sempre più, e le occhiate indiscrete che prima mi avevano messo a disagio ora non mi turbavano più. Intanto i miei pensieri spaziavano e fantasticavano su di lui, e mi chiedevo: ma che senso ha tutto questo?? Allo stesso tempo, non volevo perdermi nulla di ciò che mi stava accadendo, volevo viverne ogni istante. Intorno a me, tutto era ovattato, pareva quasi non ci fosse più nessuno tranne lui, e nella confusione dei miei pensieri, avvolti da una buona dose d'alcol, persi il controllo della situazione, e mi ritrovai a ballare con lui I nostri corpi dai colori così diversi, i miei capelli di un rosso pungente vicino ai suoi così corvini, la mia pelle bianca, candida come la crema a contatto con la sua così scura; si sfioravano e si compensavano piacevolmente in quella calda e umida notte d'estate. Sentivo il suo profumo sconosciuto, l'estraneo odore del suo sudore e la tentazione di assaggiare la sua pelle era indomabile. IL tempo passò velocemente, si era fatto tardi, lui m'invitò ad uscire in settimana. Accettai senza esitazione, ci accordammo per il lunedì seguente. Nell'attesa di quell'incontro i giorni non passavano mai e non ci sentimmo neanche per due parole.
Non potevo fare a meno di riflettere sull'accaduto, ero continuamente distratta e assorta dal turbinare di cose che affollavano la mia mente: era tutto così strano e coinvolgente. Non lo conoscevo, non ci eravamo quasi parlati, avevamo solo ballato; ma mi sentivo così attratta da lui.
Solo ora, a posteriori, capisco che ciò che provai quella prima sera, incrociando il suo sguardo e sentendo il calore del suo corpo, non era altro che un assaggio di ciò che avrei vissuto in seguito nelle lunghe notti insonni passate a fare l'amore e a trasgredire.... Nei giorni che seguirono lo sognai spesso, anche ad occhi aperti: immaginavo le sue labbra scorrere ogni centimetro del mio corpo.
Il giorno tanto atteso arrivò, mi recai al nostro appuntamento segreto, con una stretta allo stomaco e la paura che lui non si presentasse. Arrivai sul posto, lui era lì ad attendermi. Lo riconobbi da lontano, i suoi tratti erano inconfondibili. Mentre mi avvicinavo ricominciai a provare in un velocissimo susseguirsi tutti qui piacevoli malesseri, che provai la sera del nostro incontro.. Uscimmo a cena, e questa, fu l'unica volta che uscimmo per fare qualcosa insieme, senza ricadere inevitabilmente nel sesso più sfrenato. Dopo quella cena, la sera stessa andammo a casa mia. Imparammo subito a conoscerci. Fu istintivo, lui capì subito che io avevo bisogno d'un uomo esigente e prepotente. Non esiste nulla per me di più eccitante. Gli offrii da bere, lui non rispose alla mia offerta, si alzò richiuse la porta del frigorifero, e mi blocco contro di essa. All'improvviso mi era addosso. Il suo viso era acceso da una passione che non avevo mai conosciuto prima..... Il mio corpo era teso ed eccitato. Ricordo ancora la sua lingua calda e umida, che mi leccava le labbra e si ritraeva quando cercavo di baciarlo. Slacciò i laccetti del mio abito, che cadde senza incontrare ostacoli ai miei piedi. Gli unici indumenti che mi rimanevano, erano i miei sandali vertiginosi, un perizoma molto succinto e la mia pelle profumata di mirra. Lui mi sfilò il perizoma, fino a lasciarlo cadere insieme al vestito. Si chino e inizio ad accarezzarmi e leccarmi, salendo sempre più fino ad arrivare in mezzo alle mie cosce. Le accarezzò con dolcezza, quindi mi spinse un dito in mezzo alle gambe e mi strofinò il clitoride, finche non mi senti bagnata. Prese una candela e con essa continuò a masturbarmi, un corpo freddo e rigido dentro di me, che mi spingeva contro la parete ruvida e compatta a cui ero appoggiata.Una sensazione sicuramente innaturale che mi piaceva molto, e mi faceva desiderare il suo membro e il suo corpo.
Mi sentivo: violata, liberata, immensamente eccitata. Avevo perso qualsiasi contatto con la realtà, ero sua complice, e pronta a dargli qualsiasi parte del mio corpo avesse desiderato.
Si rialzo senza staccare la lingua dalla mia pelle, mi sollevò fino ad appoggiare il mio sesso caldo, gonfio, e umido contro il ruvido tessuto dei suoi jeans, mi mise sul tavolo con prepotenza mi lecco e mi morsico selvaggiamente. Si tolse i pantaloni, era pronto!!! Ma sarebbe stato tutto troppo facile. Ormai i ruoli erano stati tacitamente assegnati. Lui doveva dirigere il gioco, e io non desideravo altro che calarmi nella parte della geisha. Iniziai a cercare la sua verga, dapprima la leccai con l'avidità di una bambina su un gelato, il suo gusto salato dolciastro, e il suo calore mi resero ingorda. Lui mi penetro la bocca quasi a soffocarmi, si muoveva dentro di me, lasciando di tanto in tanto un po' del suo sperma. Gli odori dei nostri corpi e il lezzo sviluppato dal nostro sesso, saturavano l'ambiente e aleggiavano nell'aria in una miscela esplosiva, che era per me e credo anche per lui, come una droga. Non si concesse fino a quando non glielo chiesi quasi implorante. Fu come un mare tempestoso, mi invase ripetutamente, sul tavolo, sul letto, in ogni angolo della casa e del giardino, i nostri corpi sudati scivolavano l'uno sull'altro, in un alternarsi di violenza, passione e tenerezze. Nessuna parte dei nostri corpi rimase inesplorata. Ricordo che mi crogiolai nelle carezze del suo corpo bruno, provando qualcosa che era quasi una gioia perfetta. Fu un'esperienza indimenticabile!!
Imparammo a conoscere i nostri vizi che ci resero schiavi l'uno dell'altro, e che nei momenti di lontananza ci portavano ad una sorta di feticismo. Questo nostro primo incontro, fu solo l'inizio, di una serie di lunghe e segrete notti trascorse insieme. Ci si vedeva sempre più spesso e alle ore più strane, non vi erano regole, i nostri corpi erano come due poli che si attraevano e sì cercavano.
Più il tempo passava e più ci facevamo avvolgere dalle perversioni. Ancora oggi non riesco a definire la sottile linea di confine tra la passione e la depravazione che alimentavano il nostro rapporto, e non capisco come potevo accettare di lasciarmi andare a fantasie di stupro, non solo accondiscendendo ai suoi giochi di potere maschile, ma arrivando a goderne. Come tutti gli eccessi, anche la nostra relazione, era destinata a morire ..E finì!! A distanza di tempo, non ostante la "regolarità" di tutto ciò non esista più, e le diverse strade che le nostre vite hanno preso. Capita ancora oggi, che la tentazione di andare "contro natura" e di tradire, sia per noi troppo forte da resistergli e che con la complicità della notte, i nostri corpi si riuniscano per placare un desiderio maniacale che ci consuma e che ci accomuna.
|
|
|
|