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L'importanza di un'amicizia
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Titolo:
L'importanza di un'amicizia |
Autore:
Mrstefy |
Contatto:
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Racconto
n° 956 |
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Conobbi Monica per motivi di lavoro. Io mi occupavo di contattare potenziali fornitori di servizi per la mia azienda ed un giorno ricevetti via e-mail la presentazione della ditta di Monica. Lei si occupava della parte commerciale. In seguito, vista possibilità di usufruire di quei servizi, contattai l'azienda ed ebbi modo di conoscere, professionalmente, Monica. In occasione di una fiera del settore, ricevetti l'invito a visitare il loro stand e li incontrai Monica. I nostri rapporti si fecero più intensi visto anche l'interesse della mia azienda per i servizi che ci venivano proposti. Tra una telefonata ed un preventivo, tra un chiarimento ed un appuntamento cominciammo ad approfondire il nostro rapporto fino a farlo diventare una bella amicizia. Cominciammo a darci qualche appuntamento, senza impegno, al di fuori del lavoro ed ognuno di noi cominciò a raccontare di sé. La vita di Monica non era stata molto felice. Aveva appena compiuto i 34 anni, ma ne dimostrava almeno 6 o 7 di meno. Una famiglia un po' disastrata con il padre dedito più all'alcool che alla famiglia e che spariva per dei giorni per poi ritornare e scatenare la sua violenza anche sui figli. Mi raccontò che il più delle volte erano i nonni ad occuparsi di lei, anche perché era lei ad andare a rifugiarsi da loro. Una sera feci più tardi del solito ma sapendolo mi ero premunito di recarmi al lavoro con l'auto. A quell'ora non c'erano più mezzi pubblici per raggiungere il mio paese. Appena salito in macchina, ricevetti una chiamata di Monica che mi chiedeva se potevo raggiungerla al solito locale dove ci davamo appuntamento. La cosa mi parve molto strana. Erano già le 22.30 e Monica non era certo solita uscire dal lavoro a quell'ora. E, considerato che anche lei abitava in un paese fuori città, la cosa mi parve ancora più strana. - Il tempo di arrivare, Monica. E' successo qualcosa? - - No, non ti preoccupare. Ti aspetto - La sua voce non mi sembrava molto sincera e facendo mille ipotesi mi recai al My Way Bar. - Salute Carlo - salutai il barista e mi diressi al solito tavolo che occupavo quando ero lì con Monica. Monica era lì che mi aspettava, ed era completamente bagnata. Quella sera ci fu un temporale. - Che ti è successo, Monica? Sei tutta bagnata - - Siediti, Stefano - - Carlo? Ci porti il solito? - Diedi a Monica la mia giacca, ma nonostante tutto, lei tremava come una foglia al vento. Dopo che Carlo ci ebbe servito, Monica cominciò a raccontarmi, tra le lacrime, ciò che le era successo. - Ieri sera quando sono tornata a casa, ho trovato mio padre ubriaco che stava insultando mamma. Ho provato a calmarlo ma mi ha riempito di parolacce indicibili e quasi mi stava picchiando. Ero sconvolta. - - Perché non mi hai chiamato? - - Non volevo disturbarti, Stefano - - Ma che disturbo e disturbo! Mi consideri o no un tuo amico? - - Si, Stefano. Ma ho pensato che eri stanco e non volevo disturbarti - - Come ti senti ora, Monica - - Male, Stefano, male. Non sono rientrata a casa stasera e non ci voglio tornare. Ho paura. - - Qui di certo non ti lascio! Potresti venire a casa mia. Non è grande ma un posto per farti dormire ci sta . Che ne dici? - - Sei un tesoro, Stefano. Sapevo che potevo contare ancora su di un amico. Ma sei sicuro che non ti creerò disturbo? - Uscimmo dal locale e durante tutto il tragitto Monica non aprì bocca. Io ogni tanto sbirciavo verso di lei e le chiedevo se andava tutto bene. - Si, si va tutto bene, grazie Stefano - Arrivammo a casa che era quasi mezzanotte. Le feci togliere subito gli abiti bagnati e le diedi una delle mie felpe. - Vuoi farti anche un bagno? - Chiesi. - Magari, Stefano. Mi sento sporchissima! - - Vuoi anche qualcosa da mangiare? Una cosetta veloce? - - Grazie Stefano. Ti sto dando un disturbo pazzesco! - - Ma va là..-. Dopo che riuscimmo anche a mangiare qualcosa le indicai la stanza e la salutai. - Stefano? - La sentii chiamare. - Arrivo - - Hai bisogno di qualcosa? - - No, voglio solo che resti un po' qui con me - Rimasi, sedendomi ai piedi del letto. Monica cominciò nuovamente a raccontarmi di sé e della sua vita. Ma ora con più particolari. Mi faceva tenerezza. I suoi capelli castani lisci che le scendevano sulle spalle, i grossi occhi scuri ancora bagnati dalle lacrime, la sua voce tremante di paura nel raccontare certi fatti. Non ne ero innamorato e penso che neppure lei lo fosse di me, ma un istinto di protezione mi pervase l'animo. Dolcemente riuscì ad addormentarsi. Io ritornai nella mia stanza e mi infilai a letto. L'indomani mi alzai presto, diedi una sbirciatina a Monica: stava ancora dormendo. Andai in cucina a preparare qualcosa per la colazione. Era sabato e feci le cose con calma, tanto non avevo obblighi di orario. Andai nella stanza di Monica e mi sedetti sulla sponda del letto e la guardai. Dormiva ancora ma il suo sguardo era completamente diverso rispetto a quello della sera prima. Il suo viso aveva un'espressione serena e tranquilla. Il suo respiro era regolare. Forse stava sognando qualcosa di bello. Rimasi un po' ad osservarla mentre i primi raggi di sole entravano nella stanza. Voltò la testa e lievemente aprì gli occhi - Ciao Monica, buongiorno - - Buongiorno Stefano, che ci fai qui?- - Ti stavo guardando - - E' molto che stai qui? - - Almeno 10 minuti. Eri bella. Il tuo sguardo era sereno. Come ti senti? - - Bene, Stefano. Qui sto veramente bene. Ti ringrazio - - Cosa vuoi per colazione? - - Voglio che stai qui ancora un po'- - I nostri sguardi si incrociarono e i nostri occhi annegarono gli uni negli altri. Rimanemmo in silenzio per alcuni attimi. - Mi stavo chiedendo perché non ti ho conosciuto prima - - Forse non era il momento Monica - Mi chinai e le diedi un bacio sulla fronte. Con il viso le stavo sopra, mi stavo appoggiando con le braccia al letto ai lati del suo corpo. Lei alzò le braccia sopra le mie spalle e mi attirò a sé, baciandomi. - Stefano, ti posso dire una cosa? - - Sì, dimmi - - Vorrei fare l'amore con te. Sto troppo bene qui e non voglio perdermi nulla - - Monica, sei sicura di quello che mi stai chiedendo? Non vorrei che fra di noi si rovinasse tutto. E poi, mi sentirei un verme, se solo pensassi che sto approfittando di un tuo momento di debolezza - - Ci stavo pensando da qualche tempo di chiedertelo, Stefano. Ma ho sempre avuto paura a farlo, ma ora che sono qui con te, il mio migliore amico, a casa tua, con la serenità e la tranquillità che mi hai fatto ritrovare, mi sento pronta e te lo chiedo di nuovo: Faresti l'amore con me? - La baciai teneramente e le risposi - Si, Monica. - Lei alzò le lenzuola per farmi entrare nel lettino. Stavamo stretti, - Forse è meglio che andiamo nel mio lettone, che ne dici? - - No, Stefano, qui è più bello - Cominciai a baciarla e ad accarezzarla e mi accorsi tra lo stupore e la felicità che sotto la felpa non portava nulla, nemmeno le mutandine. Si stava rilassando e stava provando piacere a quanto le stavo facendo. - Oh, Stefano, è bello! - - Si, Monica, sei bellissima - Le tolsi completamente la felpa, aveva un corpo stupendo! Feci altrettanto io e rimanemmo nudi uno accanto all'altro. Lei si accorse della mia erezione quando strofinai il sesso sulla sua coscia. - Stefano, ti prego - - No, piccola, non è ancora il momento - - Stefano? - - Si, che c'è, qualcosa non va? - - No, va tutto bene, sei stupendo, ma.. - - Ma, cosa? - - Stefano, io non sono mai stata con un uomo, sono ancora vergine! - - E quei ragazzi, quelle storie che mi dicesti di aver avuto? - - Non me le sono inventate, solo che non è mai successo niente, solo carezze e baci... Stefano, sono sicura: voglio che sia tu il mio primo uomo!- La avvolsi in un abbraccio senza fine e la baciai. - Non credevo che una ragazza carina come te potesse essere ancora vergine e cercherò di fare in modo che il regalo che mi stai donando lo possa condividere anche te, piccola. - - Farò in modo che sia una cosa dolce e tenera e sperò di non farti troppo male - - Con te sarà sicuramente bellissimo, sei così dolce e tenero Stefano -. Cominciai ad accarezzare e baciare tutto il suo corpo. Ogni centimetro della sua pelle non doveva avere segreti. Sentivo Monica gemere sotto i miei baci e le mie carezze. Raggiunsi il massimo dell’eccitazione quando con le mie labbra sfiorai il suo sesso inumidito dagli umori che ormai sgorgavano come un ruscello di montagna. Istintivamente Monica allargò le gambe permettendomi una posizione migliore e così cominciai ad utilizzare la lingua per eccitarla ancor di più. – Oh, Stefano, mio Dio!! - - Sono qui Monica - - Prendimi, ti prego, adesso, ti voglio dentro di me -. Non la sentivo ancora pronta ed infatti appena mi misi in posizione la sentii tendersi. – Rilassati tesoro, altrimenti non proverai piacere -. Non tentai di penetrarla, anzi. Mi feci ancor più vicino e, sostenendomi con le braccia, feci in modo che il mio sesso accarezzasse il suo per tutta la sua lunghezza. Tastai con le mani in mezzo le sue gambe e sentii che era molto bagnata e completamente aperta. Mi chinai e feci finalmente pressione con il pene. Entrai leggermente. Lei mi sentì ma non si tirò indietro. Diedi una piccolissima spinta e ancora una volta non trovai resistenza. Ormai la punta del mio sesso era dentro di lei, ma ancora non era accaduto niente. Sentivo Monica rilassata. Mi avvicinai col viso e la baciai profondamente e al tempo stesso la abbracciai forte forte. Lei ricambiò appassionatamente sia il bacio sia l’abbraccio e fu allora che iniziai l’assalto decisivo. Senza fermarmi penetrai in lei senza un dolore. Sentii solamente le sue labbra stringersi un po’ di più sulle mie. Con un ultimo piccolo colpo, le fui completamente dentro e lì rimasi per qualche istante prima di iniziare delle dolcissime e tenere spinte. Monica mi guardava serena e piacevolmente grata per quello che le stavo facendo. - Sei stato dolcissimo, Stefano. Come invidio le tue donne... Di che meraviglioso amante possono disporre - - Ora sono loro quelle che devono essere gelose – le dissi. Fu facile arrivare all’orgasmo. Ma prima di perdermi in lei la volli far partecipe del piacere. E cosi fu. Venimmo insieme in modo meraviglioso e Monica scoprì come un uomo poteva amare una donna dandole solo piacere.
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