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Daniela
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Titolo: Daniela
Autore: Luigilav
Contatto:
Racconto n° 973
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Daniela.
La incontri tutte le mattine, alle nove, per la prima colazione al solito bar.
Daniela non è una di quelle che potrebbero essere definite dalla bellezza mozzafiato, è piccola, magra, ma è sicuramente carina.
La noti dapprima per il suo modo di vestire: sicuramente frutto di una attenta scelta, dai suoi cappelli sempre simpatici, in tono con i colori degli abiti.
E noti il suo viso, carino, dominato dagli occhi scuri che riescono a far dimenticare l’eccessivo naso.
Ad una analisi più attenta cominci a pensare come potrebbe essere a letto, tra le tue braccia, abbandonata ai sensi.
Ti saluta cortese, allegra, ti dona un gran sorriso, ti disarma.
Infine provi a parlarle, a chiedere banalità, un giorno di più del precedente, fino a salutarsi come vecchi amici, fino ad invitarla a visitare il tuo studio, deserto in quel momento.
E le mostri questo e quello, come funziona, a che servono tutte quelle strane macchine affascinanti e dai nomi difficili, che evocano atomi, molecole, scienza tra il reale e la fantasia, banche ed attrezzi che sembrano più da alchimista, da mago, mescolati a computer, elettronica dell’ultima generazione.
Piano le tocchi una mano, la conduci, la stringi, quasi come per caso, quasi come scusandoti.
La guardi negli occhi e vedi una domanda alla quale non sai rispondere se non con un bacio su quelle labbra dischiuse.
Allo stupore, alla leggera sorpresa, quasi indignata, iniziale, risponde poi con passione, con abbandono, e senti di averla, di poterla stringere, di poter esplorare sotto quegli abiti eleganti e colorati per poter conoscere la realtà delle sue curve, la morbidezza dei fianchi e dei glutei, il colore ed il sapore della sua pelle, la consistenza dei suoi seni.
Lei ti lascia fare, ti stringe, ti incita con il suo silenzio a proseguire, ti offre il suo corpo, aspetta che tu la spogli.
E tu, impacciato, col pensiero al telefono (e se squilla), alla porta (se arriva qualcuno), eccitato dalla sua arrendevolezza, dalla sua disponibilità piena ad aprirsi alle tue mani sempre più invadenti, sempre più indiscrete, le sollevi la stretta gonna sui fianchi, sfili il piccolo slip, e la stringi fino a farla sedere su un banco, tra provette e strumenti.
Apri i tuoi pantaloni, ancora indeciso, ancora pensando con una piccola parte della ragione al luogo, al momento certo non opportuni, il tuo pene è rigido, quasi dolorante per la voglia di averla, di entrare in lei, che ora tra le tue labbra, mentre ti stringe sussurra piano “no…. no, ti prego….”, in netto contrasto con il linguaggio del suo corpo, delle sue mani che ti tengono e che ti dirigono verso il suo intimo.
La prendi, deciso, sicuro, dimentico di tutti i dubbi che fino all’attimo prima ti hanno frenato, entri in lei quasi con violenza, quasi per fare tacere quella voce che implorava, non convinta, di fermarti.
Ti crolla tutto addosso, ti accorgi di essere il primo, pensi di aver sbagliato tutto, di essere stato troppo impulsivo, mentre lei, dopo il primo leggero moto di dolore, ora ti incita, selvaggia, passionale, chiede tutto, di più, sei in balia del suo corpo e della sua voce, e non sai più cosa credere, a cosa pensare, mentre ti muovi, quasi come un automa.
Vai avanti, continui, con il corpo che va da una parte e la mente che non smette di pensare, mentre lei chiede ancora, ti vuole, vive la sua prima volta come tu non potrai mai permetterti di fare, fino alla esplosione del suo orgasmo, dolce, sussurrato tra i tuoi capelli, insieme alla richiesta di andare avanti “ancora, ti prego, è bello, non fermarti….”.
E continui, continui, sempre più eccitato e nello stesso tempo sempre più indeciso, conscio di aver imparato una nuova realtà di quello che è lo sconfinato universo femminile, sicuro di aver perso di nuovo qualcosa.
Finalmente non pensi più, i tuoi sensi si staccano dalle tua logica ad ogni costo, dalla ricerca del perché in ogni azione in ogni movimento, e cominci a lasciarti andare, ti avvicini alla tua meta.
Lei se ne accorge ancor prima di te, e urla di nuovo il suo piacere tra le tue labbra, sui tuoi occhi, e ti ferma: “Devo stare attenta… aspetta”.
Scende dal banco, si inginocchia, e senza indugiare un attimo, sostituisce la sua bocca alla vagina, in una carezza tanto spontanea che ti lasci finalmente andare, le doni tutta la tua essenza tra le labbra, e lei continua, non paga, fino a quando il pene torna piccolo e spento tra le sue labbra.
Labbra che ora baci e che ti dicono “non avevo mai fatto niente di tutto questo prima… ed ora mi piace….”

Seconda.
Sei in studio, come al solito si è fatto tardi, a cercare di risolvere l’ultimo problema del cliente più rompiscatole, quello che telefona sempre all’ultimo momento, ha sempre un parere diverso dal tuo, contratta le tue parcelle, ed alla fine paga solo se lo torturi…..
Squilla il telefono… L’identificatore di chiamata mostra un laconico numero privato… non è tua moglie che chiede quando torni, hai quasi voglia di non rispondere, speri in qualcuno che si degna di chiederti se può venire a saldare la parcella…. e sollevi la cornetta.
Ti sollevi sulla tua poltrona di almeno un palmo…….
È una voce gioiosa, calda: “Dottore, ti sei scordato già di me??? E dai che non è possibile….. Daniela quella del bar… Cosa fai ancora lì tra le tue alchimie???? Non sei stanco dei tuoi giocattoli??? Ora vengo a prenderti che voglio farmi offrire la cena!!! Fatti trovare pronto….tra tre minuti……”
Chiusa la chiamata, o meglio finita la valanga di parole che ti hanno travolto, che non ti hanno permesso nemmeno di rispondere di salutare, di accettare o rifiutare ed ancora non sai cosa fare… Ma è automatico, chiami casa, laconico: “Ci sono problemi se non torno a cena??…”
Ma è chiaro che non ci sono problemi, sono tutti abituati al tuo lavoro, agli impegni improvvisi, ai viaggi, alle cene. L’unico problema resta in te, da predatore ti senti quasi una preda…. Sei abituato a scegliere, non ad essere scelto……
Ma non fai neanche in tempo a spegnere il PC, squillo di clacson, insistente, che ti strappa dalla scrivania, esci senza giacca: “Ma non sei ancora pronto???!!! Dai vieni che ho fame!!!”
Velocemente spegni tutto, metti la giacca, esci…..
La trovi vicino alla tua auto: ”Mica volevi usare la mia??? È piccola!!!” La vedi molto truccata, con una gonna appena sotto al ginocchio che esprime molte più promesse che una minigonna, un maglione e l’immancabile cappello.
Finalmente riesci ad aprire bocca: ”Ciao Daniela….“ e le apri lo sportello: lei salta su, con tutta la sua allegria, con tutto il trasporto che aveva al telefono e che forse è aumentato da allora.
“Dove vuoi andare a cena?? Va bene pesce??”
“Ottimo, scegli tu però……”
Finalmente sei libero di prendere una decisione e la dirigi al tuo solito posto: un castello restaurato, molto elegante, di forte impatto.
E allora cominci a condurre il gioco, o forse lei ti lascia condurre quello che già sa di volere, scegli gli antipasti, strani, esotici, crostacei crudi e molluschi dai gusti strani, che evocano altri momenti…. Salti i primi, scegli qualcosa che sai la potrà stupire, e accompagni il tutto con il tuo solito bianco, di bariche, dall’aroma ricco, intenso.. Infine il dolce, per guardare le sue labbra morbide chiudersi su quelle creme dai gusti quasi alieni, quasi caduti dal cielo.
E finalmente la prendi per mano, la porti in una magnifica camera, che il cameriere già edotto ha sapientemente messo a tua disposizione…
“Chi ti ha fatto pensare che io volessi finire così???!!!” Non è una domanda, non è una negazione, è solo una offerta…
La baci, cogli sulle sue labbra tutti i sapori da poco conosciuti, cogli il suo sapore, la morbidezza delle labbra piene, di quella bocca forse un pochino larga, ma che non ti stancheresti mai di baciare.
E la spogli, subito, mentre tu sei ancora in giacca….. le strappi via il reggiseno, sfili il perizoma: “Ti piaccio??? L’ho preparata per te!!!!”
Trovi quel corpo che solo fino a pochi giorni prima non conosceva il sesso offerto a te, come solo la più esperta delle concubine avrebbe saputo donare: il pube parzialmente depilato, libera offerta, il seno proteso a mostrare tutta la sua voglia, la sua eccitazione.
Butti via tutto quello che hai addosso, la stringi, e lentamente la deponi sul letto che attende i vostri corpi.
La copri di baci, esplori ogni parte del suo corpo con le labbra, con la lingua, con le dita.
Assaggi i sui sapori, le sue morbidezze e ti accorgi dei suoi colori, in ogni punto del corpo: godi nel baciare gli scuri capezzoli, dalle larghe areole, divenuti lunghi, come non ricordi da altre, percorri il suo ventre, la sua schiena, le gambe, le natiche, i piedi, senza soluzione di continuità, quasi a continuare con la carne la cena iniziata col pesce.
Arrivi finalmente al pube, riesci a conoscere il suo sapore, il suo odore è meraviglia…….è miele….. come la protagonista del fumetto di Manara……….
Ti inebri della fragranza, come stessi alla fonte della eterna giovinezza, è magica, ascolti i suoi gemiti e la tua eccitazione cresce come non hai mai saputo che potesse.
Ti fermi un momento e guardi il segreto gioiello: è scuro, le labbra sono scure, quasi come quelle di una mulatta, spia di chissà quale ascendente recondito, sono invitanti, continui con il tuo bacio, aspiri delicatamente quel fiore tra le tue labbra, ti accorgi dell’orgasmo che lei sta raggiungendo e che investe anche tutte le tue sensazioni, ma non ti fermi, non puoi staccarti da quella fonte.
E non sai fermarti, non ascolti i suoi gemiti che chiedono altro, continui non solo per il suo piacere, ma per il tuo gusto ad un sapore nuovo, mai trovato in altre, e scendi con la bocca, raggiungi l’altro fiore nascosto, altra bocca scura ma delicata, dall’odore più forte ma egualmente eccitante, e finalmente ti fermi un attimo.
La guardi negli occhi che forse in questo momento non vedono nulla, persi nei sensi, la giri sulla pancia e guardi la schiena, le sue rotondità posteriori, invitanti.
Continui nell’opera poco prima iniziata, direttamente con la bocca che bacia tra le natiche morbide, con la lingua che scava vogliosa di conoscere nuove sensazioni, ascoltando i suoi gemiti ormai continui, quasi un leggero pianto di appagamento.
Senti quasi di poter raggiungere il tuo orgasmo solo continuando con la bocca, quasi come se il tuo pene si fosse spostato sulla lingua, che ora sale sulla schiena, fino alla nuca, a baciarla sulle orecchie.
E non sei ancora contento, vuoi adesso le sensazioni più forti, più immediate, più inattese, non pensi più a quello che lei vuole o che tu potresti donarle, rispondi solo a quello che la bestia che è in te, scatenata, riesce a realizzare all’istante.
Poggi il glande tra le natiche, non ascolti il suo debole, non convinto diniego, spingi forte e finalmente sei di nuovo dentro lei, che accoglie la tua intrusione con un singhiozzo: “No, No ma non ti fermare…. voglio anche questo……”
E sei alla fine, ascolti il suo dolore, che vivi ad ogni spinta, godi del suo piacere, che segue ogni dolorosa intrusione, e finalmente eiaculi dentro di lei, che condivide il tuo orgasmo con un nuovo, lungo sospiro di passione e di appagamento.
Resti così, dentro di lei, incapaci di parlare, incapaci di vivere in un altro modo quel momento che vi ha uniti più di ogni altro possibile vincolo terreno.

Terza.
E finalmente trovi il modo di parlarle… di chiederle dei dubbi che ti rodono, di chiederle una giustificazione per quello strano sentimento che sta crescendo in te… anzi per quello strano bisogno non comune ai tuoi standard.
Le chiedi di se, ha già trentadue anni!!!??? Ma come sembri appena ventenne… E poi… eri vergine alla tua età, con tutta la tua voglia, con tutto il piacere che provi nel sesso… Quante domande…forse troppe, troppo indiscrete, troppo personali….
E ti zittisce con un bacio, con la lingua che si insinua tra le tue labbra con decisione quasi mascolina, quasi mostrando desiderio di possedere la tua bocca, non lasciandoti respirare, non lasciandoti il tempo o il modo di capire, di reagire..
Poi, piano si stacca, ti guarda negli occhi, i suoi occhi scuri sembrano quasi sfotterti, sono talmente tanto pieni di vita, di voglia, che ti perdi in essi: “Amore……” Erano anni che non lo dicevi più, che non ci credevi più…..
Non ti risponde, ti guarda ora più seria, ti bacia di nuovo, ora dolce, in un bacio che sembra liquido….
E continua, ti bacia, ti lecca, piccolissimi morsi, sul collo, sulle spalle, sul petto, gioca lasciva con i capezzoli, che sembrano diventare il punto più sensibile dell’universo….
Scende sulla pancia, tanti piccoli morsi che non sai bene se fatti con i denti o con le labbra, tanto sono delicati, tanto sono attesi e desiderati, fino a scendere giù….
Sfiora il pene, non lo considera quasi, direttamente sulle gambe, quasi a sfidare la durezza delle cosce, quasi a voler ungere i muscoli per il massaggio più sensuale possibile….
Sempre più giù… alternandosi sulle gambe, ora a destra un bacio, poi un morso, a sinistra, giù, sui polpacci, fino ai piedi…
E splendida vestale di un rito di cui solo lei conosce le regole, arriva ai piedi, li bacia come nessuna aveva mai avuto l’ardore e la passione, golosa, avida di conoscere i tuoi sapori più segreti, i tuoi odori più forti, baciando le dita una alla volta….
E torna su “girati"… ti dice..
Torna su con la lingua che sale dietro le gambe… sale fino alle natiche… sulla schiena, fino alla nuca, in un viaggio veloce, destinato però a finire ed a ricominciare lentamente, dolcemente verso il basso, tutta la schiena, di nuovo sulle natiche... senti la lingua che cerca la strada nel centro, la senti che arriva sul tuo ano, che prova a forzarlo, che lo bagna e ti strappa un lungo gemito….
Ti giri… quasi di scatto.. lei ride e si butta di nuovo su di te, ti offre il suo fiore sulle labbra e finalmente arriva dove tu speravi, sul tuo sesso, ancora segnato dagli umidi ricordi del precedente amplesso.
Ed inizia con un dolcissimo bacio, lecca lentamente tutto il pene, senza mai toccarlo con le dita, giocando con le labbra, succhiando leggermente, facendosi strada sullo scroto, tra le gambe, riempiendosi la bocca con i testicoli, fino a tornare, con estrema lentezza, estrema dolcezza sul glande…..
Tu non riesci a trattenerti, non riesci ad esprimere lo stesso controllo, la stessa lentezza, aggredisci il suo pube, quasi a sbranarlo, quasi ad entrarle dentro non solo con la lingua, ma con le labbra con tutta la bocca, mordi le sue labbra, aspiri il clitoride quasi con violenza, ma ti accorgi che quello che fai è quasi inutile, superfluo…. Il suo centro del piacere non si trova adesso la dove ti accanisci, ma è solo la sua bocca, è solo nella sua lingua.
E questo ti fa esplodere in un orgasmo violento, ti fa eiaculare tra le sue labbra con forza, con disperazione, con appagamento altrimenti non possibile.
Lei ti segue, accorda il suo orgasmo con il tuo, libera la sua sessualità insieme ai tuoi getti, e ad ogni tuo spasmo risponde con un suo spasmo, riempie anch’essa la tua bocca di dolce miele…
Risposta concreta a tutte le tue domande, a tutti i tuoi dubbi……

Quarta.
Passano i giorni, non la senti, non la vedi alla solita ora, al solito bar, non hai il suo numero, non sai come cercarla… Forse un sogno è finito, è tornato nel suo mondo…
Poi, all’improvviso, come un raggio di sole che fora le nubi pesanti di pioggia e crea un arcobaleno di speranza, la vedi alla tua porta, sbarazzina, sorridente quasi alla presa in giro….
Si siede di fronte a te…
“Dove sei finita…..?”
“Ti devo raccontare mille cose…. non so da dove iniziare……. ora abito da sola, ho lasciato alcune mie abitudini, ho smesso di credere in alcune cose che ora mi accorgo mi hanno chiuso gli occhi finora, ho..”
E continua, e ti racconta della sua ormai ex appartenenza ad una religione oscurantista, quasi una setta, al suo “fidanzamento” con una persona che non ha mai amato, né che ha avuto occasione di conoscere veramente, dagli incontri avvenuti solo tra parenti e amici, guai a salire soli in macchina, guai a stare soli ovunque….
E del terrore che l’ha presa la prima volta che ti ha seguito, e della rivelazione del sesso, e della scoperta del piacere, dopo che per sempre le era stato negato anche pensarci, parlarne, della lotta interna che ha superato verso i dubbi che ancora la assillavano, ma che ha voluto superare da sola, senza alcun aiuto da dover ringraziare in un domani incerto….
Della rottura con i suoi parenti, della durezza della madre, creduta complice, ma non sua e sicuramente non sua amica….
Del ginecologo affrontato per la prima volta, delle sue scelte…
E vedi il suo dolce viso rigato dalle lacrime, non pensi che quegli occhi fino a pochi minuti prima ridenti potessero esprimere tanto dolore, tanta tristezza, ma insieme il sollievo e la certezza di aver superato un periodo oscuro ed incerto della vita, un Medio Evo personale, verso una nuova visione della vita, degna di essere vissuta per quello che veramente vale, senza più negarsi alcuna realtà….
Sei senza parole, travolto dai suoi sentimenti, dalla sua forza di volontà, la abbracci dolcemente, le baci delicatamente prima la fronte, poi gli occhi, le labbra, e la stringi ancora, conscio di poter solo offrire un momento di affetto, di solidarietà e di piena condivisione con quelle che sono state scelte, sofferte pur se liberatorie, capolinea di una vita passata ma comunque reale.
Ma è di nuovo lei, da sola, spontanea, che si scioglie dalla stretta, ti guarda negli occhi, e si apre in un gran sorriso: “Finalmente è finita…… ho capito tante cose, ho capito anche cosa voglio dagli amici e soprattutto da te…..”
E si divincola completamente….
”Andiamo, portami in qualche bel posto che conosci tu, voglio passeggiare sola con te…….”
Riprendi la tua solita sicurezza, la conduci in macchina e dopo un breve tragitto silenzioso, durante il quale ti accorgi che sembra una bambina che osservi il mondo per la prima volta la porti in una piccola spiaggia isolata, su di un promontorio contornato di rocce, in un piccolo angolo di paradiso che in questo freddo periodo non è frequentato neanche dagli amanti più coraggiosi, per sfidare il vento secco e freddo che lì spira costante, ma che dona aria nuova in ogni momento.
Le prendi la mano e la conduci vicino alle onde, camminate un poco sui sassi che scricchiolano sotto le scarpe, fino a quel masso sicuro, solito, al riparo dal vento ma esposto a tutta la bellezza del posto, ti siedi e la poni sulle tue ginocchia, in un abbraccio silenzioso, baciandola ancora ed ancora, esplorando quelle labbra calde con le tue, insinuando la tua lingua tra i suoi candidi denti, e strappandole risatine di disappunto quando le carezzi la schiena, infilando le mani fredde sotto gli abiti.
“Voglio essere la tua donna, libera di vivere la mia vita, lasciando te libero di vivere la tua, rispettando quelli che sono i tuoi legami, i tuoi affetti e tutte quelle cose alle quali non ho partecipato finora e alle quali non potrò partecipare, non per rinuncia ma per libera scelta, certa di sapere che per te potrà essere la stessa cosa. Saprai prima di tutto rispettarmi, rispettare la mia libertà, di essere, di amare, di legarmi se dovrà avvenire, rendendomi allo stesso tempo certa di avere sempre un punto fermo, una sicurezza alla quale ricorrere in caso di dubbi, di ripensamenti sulle mie nuove scelte.
Voglio essere la tua donna nella profonda amicizia di chi sa di avere qualcuno con cui confidarsi e con cui sfogarsi.
Voglio essere la tua donna nel donarti momenti di sesso e passione come possono esistere solo tra amanti occasionali, mai rovinati dalla routine, mai offuscati da altri problemi quotidiani quanto banali, certa di poter chiedere a te la stessa cosa, sicura di ottenere ogni volta un piacere nuovo, ogni volta come la prima volta, ed ogni volta sempre più intenso……”
La baci di nuovo accogliendo quello che ti chiede, promettendole in silenzio quanto lei vuole, sapendo che è il più grande dono che mai si possa ricevere da una donna, specialmente da quella donna che per te è diventata così speciale, tanto importante solo dopo pochi momenti insieme.
In silenzio lei ti chiede di più, aumenta l’intensità del bacio, il suo corpo si stringe frenetico al tuo, le sue mani liberano il tuo pene dalla stretta dei pantaloni, lo carezzano, sposta la gonna dai fianchi e si fa penetrare spostando il suo minuscolo slip, a cavallo delle tue ginocchia, in un amplesso che lei stessa desidera breve, selvaggio, intenso, bevendo dalle tue labbra la tua saliva, possedendoti completamente, rendendoti oggetto del suo piacere, della sua completa liberazione, fino al suo orgasmo, che urla nel vento freddo.
Ti guarda negli occhi e ride di te: ”E tu???”
“Ho avuto il timore di venirti dentro….”
“Sciocco… e sciocca io che non l’ho detto…. altra abitudine nuova: prendo la pillola ora, sono libera anche in questo…..”
La fissi negli occhi, ti liberi in una risata a far eco alla sua e finalmente capisci una cosa sola: non capirai mai le donne, esse riusciranno sempre a stupirti, a insegnarti qualcosa che non hai mai immaginato potesse succedere.