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Livia! Non solo Marina!
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Titolo: Livia! Non solo Marina!
Autore: Betelgeuse
Contatto:
Racconto n° 991
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Mi sento confusa, mi succede da quando avevo dodici o forse tredici anni. Adesso so che mi piacciono più le ragazze che i ragazzi. Troppo noiosi, troppo appiccicosi, troppo frettolosi ed egoisti. Adesso ho una relazione, che considero “stabile”, da qualche mese con una ragazza, il problema è che è più grande di me, io ho 22 anni, lei 31.
Per questo crede di tenermi in pugno, di sottomettermi, ha la tendenza a fare “il maschio”. Alle volte mi piace che diriga la cosa, altre volte la detesto. Lei esce con chi le pare, e io no?
L'altra sera mi ha lasciato in bianco e l'ho cornificata, ma non ho voluto nasconderglielo. Le ho raccontato tutto… ma lo ho fatto in una lettera. Ho cercato di ferirla, di punirla… ho usato parole crude e frasi dirette.

- Sai, Marina, l'altra sera ero davvero eccitata, e tu?, tu non c'eri! Era come se una febbre si fosse impossessata delle mie parti più intime, ma tu non c’eri e io mi sono accarezzata per quasi mezz'ora, ma le mie dita non riuscivano ad allontanare la voglia.
Avrei perfino accettato un uomo se tu fossi stata presente, credi che non sappia che vorresti che succedesse prima o poi?
Ti avrei succhiata fino a farti urlare, fino a farti piangere, fino a chiedermi di smettere… sai che lo so fare! So che ti piace!
Sono uscita. Ho indossato una gonnellina corta, quella a pieghe che mi dici che è oscena ma che quando la metto ti ecciti da morire e finiamo sempre per fare l'amore?… una discreta scollatura, autoreggenti e nient'altro.
Sono stata in quel locale che conosciamo bene, solita gente, soliti cretini palestrati che credono di conquistarci solo con uno sguardo, qualche bella fighetta tutta presa da quei poveri scemi.
In fondo al locale, verso il palchetto, un tavolino con un tipo… maturo… sai che io adoro le persone di una certa età… se devo proprio, beh, meglio con uomini maturi! Sono più tranquilli, meno complessati, meno presuntuosi, più romantici e riflessivi.
Ma lui pareva non filarmi neppure, e questo mi ha fatto adirare e eccitare ancora di più.
Ho impiegato quasi venti minuti per farmi notare, solo quando ho distrattamente allargato le gambe mentre stava guardando dalla mia parte ha mostrato finalmente interesse, ma, ce n'è voluta credimi.
L'ho portato alla casa del mare, è stato meraviglioso!
Lui mi ha chiesto solo di essere paziente e dolce, e io lo sono stata come lo sono con te. Ho visto giusto, una sfilza di delicatezze da vera femmina fatte da un maschio, ha mostrato una calma da persona che conosce la vita e le raffinatezze migliori.
Non mi è saltato addosso subito, anzi, prima mi ha domandato se mi seccava che si facesse una "canna"! Strano personaggio, non mi aspettavo da uno così grande… Avrà avuto cinquant’anni, ben portati ma cinquanta capisci? Abbiamo fumato, roba di prima qualità, la procura un suo amico che la porta dall’India…
Per un po' non abbiamo detto e fatto niente, ero letteralmente sconvolta, ho ascoltato la musica e non riuscivo a muovermi. Avevo la bocca asciutta come il deserto, lui mi ha portato una menta. Mentre bevevo mi ha tenuto le mani dato che tremavo come una foglia, ero spaventata, mai uno spinello mi aveva ridotta in quello stato. Mi ha accarezzato e parlava, una voce che mi ha fatto rabbrividire… calda, profonda, un lago tiepido di tranquillità! Mi sono eccitata! Gli ho fatto vedere di sfuggita l'interno delle cosce… ricorda, non portavo le mutandine. Mi sono alzata nonostante tutto ancora girasse come una trottola. Ho raccolto una rivista da terra, credo che la gonnellina si sia sollevata un bel po'.
Mi ha chiesto di sedermi, ha incominciato ad accarezzarmi in silenzio. Mi accarezzava il viso sfiorandolo con le dita che sembravano elettriche, io bollivo, sentivo amplificarsi le sensazioni da uno a dieci… lui quasi non mi guardava ma mi accarezzava.
Ho dovuto prendere la sua mano per farla scendere, e lui mi sfiora il collo col dorso della mano, dietro le orecchie, le guance, i capelli… poi fra i seni… parevano voler uscire dal vestito, e io ho tolto la camicetta.
Prende ad accarezzare, ma non come fa un uomo di solito con mani pesanti e frettolose! È stato delicatissimo, e poi ha passato un dito sotto il reggiseno, leggero, ha seguito il contorno prima di scostarlo… Con quel dito! E incomincia a baciarmi i capezzoli girandoci attorno con le labbra e con la lingua. Non capivo più nulla, sembrava davvero che sapesse cosa volevo che facesse, di cosa avevo necessità, mi pareva che i capezzoli bruciassero, e lui li raffreddava con la saliva.
Mi si è inginocchiato davanti, mi ha allargato le ginocchia.
Per un sacco di tempo ha annusato, sfiorato, mi mordicchiava l’interno delle cosce e passava la lingua su e giù nell’inguine, ha baciato e succhiato tutt'intorno alla mia povera passerina… credo fosse gonfia e so che era bagnatissima, poi ci ha infilato la lingua! Succhiava dolcemente come bevesse una "ambrosia dolcissima"… così ha esattamente detto… credo sia qualcosa di molto buona. Lo ha fatto senza fretta, con calma, con ritmo e con una conoscenza della mia anatomia straordinaria. Ho pensato fosse ginecologo.
Io tenevo gli occhi chiusi e nella confusione dei pensieri pensavo a te, ma sapevo che la lingua era sua.
Sentivo che dovevo fare qualcosa, ma lui era come se avesse l'intenzione di farmi arrivare all'orgasmo! E ogni volta che lo stavo per raggiungere lui cambiava tecnica e lo fermava all'ultimo istante, poi riprendeva, lo interrompeva e ricominciava.
Sai Marina, lo ha fatto per quasi un'ora, credo di aver provato il Nirvana. Neanche Sandra è così brava con la lingua! E sai quanto Sandrina ci sappia fare, si Cara Marina, so che la lingua di Sandra ti piace, ma piace anche a me! Come? Non lo sapevi? Non avevi immaginato? Scusami per non avertene parlato prima, ma d’altronde neppure tu mi racconti mai di come godi con Sandrina!
Poi tutto è esploso, credo di aver pianto.
Solo allora gli ho sfilato i pantaloni, pensa, non era neppure completamente duro… E questo mi ha spaventata, ho pensato: ma sarà che non gli piaccio? Non è che è impotente? Cioè, voglio dire, in effetti non mi importava, uno così bravo con la bocca ti soddisfa più di uno che con il cazzo non ci sa fare.
Allora prendo il pene e comincio ad accarezzarlo, cercando la calma che lui ha dimostrato con me…. con i polpastrelli gli sfioravo il glande, poi scendevo e risalivo, con una o due mani, l’ho stretto alla base, spostavo la pelle per non irritare il glande, lo sentivo scorrere… potrei dire che ero un lago. Ho incominciato a dargli bacini, come una mamma farebbe al suo piccino.
L'ho sentito crescere, l'ho sentito muoversi fra le mie labbra, diventava adulto, diventava sempre più grande sotto i colpetti della mia lingua…. Sai di cosa parlo!
Prendo a succhiarlo, massaggiarlo, mordicchiarlo fino a quando è divenuto rigido come un pezzo di legno di ginepro. (sai, è stata forse la prima volta nella mia vita che ho apprezzato davvero un bel cazzo indurito e, maschile). È diverso da quello di lattice che indossi per scoparmi… quello era vero, profumava di cazzo e non di gomma, lo sentivo muoversi, pulsare, vibrare, ingigantirsi!
Anche io sono stata attenta a prolungare la cosa, se sentivo troppa tensione mi fermavo per riprendere appena possibile.
Avevo ancora la gonna quando sono salita sopra lui, mi sono infilata quel bastone nella vagina che, ti giuro, mi scottava come un ferro da stiro, ma era tanto lubrificata che non ha fatto quasi nessun attrito. L’ho scopato, ho viaggiato con la fantasia, tutto mi sembrava ingigantito, ascoltavo solo lo scorrere della sua verga dentro me, quando mi abbassavo la sentivo come fosse nello stomaco, mi sentivo piena e serena, gonfia di lui e rilassata, nulla è stato fuori posto. L’ho scopato con dolcezza e con foga, con tenerezza e con fermezza, con trasporto e dedizione, con tutta me stessa.
Non gli ho neppure chiesto di usare il preservativo, sai Marina, quando si tratta di persone a modo il rischio è davvero quasi inesistente. Odio i preservativi!!!!!
L'ho cavalcato per molto tempo, io ad un certo punto sono venuta, ho schizzato un fiume, come se stessi eiaculando, ma ho continuato! Credo di aver urlato. Sai, mi accarezzava i capezzoli, chiudevo gli occhi e immaginavo le tue mani, li riaprivo e godevo nel vedere quella grossa asta che dilatava la mia vulva. Continuavo a muovermi in bilico sul suo pene, in bilico col mio orgasmo, come se non fosse del tutto completo. Che cosa strana… li comandavo… mi abbassavo completamente tre volte e l’orgasmo ritornava, una pausa e lo rifacevo… ho avuto una serie di godimenti in una sequenza che non sarei capace di descrivere, che non sarei neppure stata in grado di immaginare. Ho capito che stava per venire, gli ho chiesto di farmi il culo! Come perché con te non voglio? Accetto solo le dita? Ma certo, odio la gomma, odio i preservativi e i cazzi di gomma… ma è stata sempre una mia fantasia essere sodomizzata, essere penetrata nello sfintere, sentire la carne su per il retto.. una Canna che mi sodomizza… Forse è stato davvero l’effetto della “canna” quella che abbiamo fumato!
E lui ha solo sorriso. Sono smontata dal suo cavallo, mi sono girata e ho chiuso gli occhi… Sai, all’inizio fa male, e non provi lo stesso piacere della stimolazione vaginale o clitoridea, è diverso, ma s’è accorto… è tenerissimo, un gentiluomo, attentissimo alle mie reazioni, e allora mi ha preso una mano e l’ha guidata fra le mie gambe! Muoveva le dita seguendo i movimenti delle mie, mi fotteva e mi aiutava a masturbarmi… mi ha aiutato nuovamente ad avere un altro orgasmo!
E quando è venuto ha riso, mi ha detto che da qualche anno aveva problemi di erezione, che quasi sempre veniva troppo in fretta e che la moglie lo aveva lasciato per quello. Pensa che nel tragitto di ritorno mi ha messo una mano fra le gambe e mi ha fatto venire un’altra volta. Ha guidato per 45 Km. con una mano sul volante e l'altra a giocare con la mia passera non superando i sessanta all’ora.
Prima di arrivare l'ho fatto fermare in quel distributore, era deserto e buio… me lo sono scopato nuovamente.
Quando l'ho lasciato, prima di scendere dalla sua auto l’ho baciato, ci siamo baciati con la lingua… lavora come te mia cara! Era ancora, o di nuovo, duro… un vero gentiluomo, non mi ha neppure chiesto il numero di cellulare, mi ha detto solo che venerdì scenderà nuovamente al Charanga.