Alemar  |
|
|
Rendimi liquida. Ancora.
Di voglia che profuma di te, di desiderio che attanaglia senza lasciare spazio ad altro. Occupa i pensieri, fagocita l’essenza, diventa l’oblio nel quale voglio perdermi, senza fare ritorno.
Ho una necessità quasi fisica di sentirmi morsa, di portare i segni di questa fol... |
| Un giorno di quasi primavera |
Alemar  |
|
|
Succede,
quando osservi il cielo lattiginoso, mentre si mescola con contrasti appena accennati, al mare. Là, giù in fondo, dove mi hai insegnato che proprio il mare ti sorride da lontano, con labbra di cielo e occhi di spuma.
Succede,
mentre hai il vento tra i capelli, e gli angoli della bocca... |
Alemar  |
|
|
- Dimmelo ancora...
La pioggia cadeva leggera, dalla finestra semi aperta ne arrivava il ticchettio quasi regolare, e il profumo, intenso, era quello della polvere della terra bagnata. Affondò il viso nell’incavo del suo braccio.
- Dimmelo ancora...
Una cantilena, forse un mantra. Partì da lontan... |
Alemar  |
|
|
E’ una fame sottile, che avanza inesorabile; mi morde da molti giorni e ruba colore agli occhi restituendo, al loro posto, squarci di desiderio.
Accarezzandomi il collo ti vedo, e raccolgo i gesti che ora diventano tuoi. La tua mano sulla mia pelle, vicino alla nuca, dove immagino che ti avvicini p... |
Alemar  |
|
|
Dimmi addio;
se non sei più capace di toccarmi come prima, vattene. Non ho tempo per la sterilità di un desiderio appena tiepido. Ho bisogno del rumore della carne bagnata, pompata forte, come facevi tu quando impazzivi al solo pensiero di fottermi. Voglio ancora quello che mi davi prima, voglio i... |