Miller  |
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Mi dicesti, a quarant’anni con un figlio grandicello, separata, male, che è difficile ormai fare collegamenti e che si cerca di pensare ad una cosa, ad una idea precisa. Per questo ho chiamato te, forse perché anche se non ci vediamo da una vita ci conosciamo, da una vita, ma di più credo perché so ... |
Miller  |
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Eva Eva.. avevo ancora negli occhi l'abbraccio fra lei e Giada, il modo in cui era piombata inattesa, e di come soprattutto Giada non se ne fosse mostrata affatto sorpresa. Quell'abbraccio mi aveva restituito una sensazione di scambio fra loro di una fisicità emotiva, intima, carica di femminilità q... |
Miller  |
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Ciao Splendida,
quello che mi fa eccitare, nel senso vero, e tu sai come, è il carattere di casualità delle storie (ora abbiamo "Il treno" e "Giornata uggiosa") che esprime proprio il tuo senso di liberazione, da schemi e soprattutto da implicazioni. I tuoi uomini. Si tratta di figure disposte a sp... |
Miller  |
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...Ero un po' sconvolto, come mi capitava sempre dopo il ciclone Eva. Mi toccavo, mi stringevo, lo strofinavo con le dita che poi mi portavo al naso per sentire ancora l'odore di lei, l'odore del suo dentro, forte e pungente come se fosse ancora lì. Stavo per avere una nuova erezione, che accompagna... |
Miller  |
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La chiave nella toppa fu l'ultimo rumore secco, quasi una firma sullo scorrere dei passi sulle scale, un leggero fiatone coperto dall'ascensore, libero alla vista, sospeso nella sua grata come una bolla d'aria. Lei mi seguiva, condotta, ma con l'aria sobria di chi l'ha deciso, non aveva esplorato il... |