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Racconto n° 5256
Autore: Alexandra Boni Altri racconti di Alexandra Boni
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Foreign Affairs, incontri ravvicinati troppo pericolosi Eyes Un filo sottile che lega un uomo e due donne. Madame, i segreti di una signora per bene. Dugi Otok, oltre il flusso della marea. Escort, un gioco che può cambiare la vita Rebel II,  la conferma di ogni sospetto Black Earth, la terra oscura della vita God save the Queen, una sola Regina per l'Europa. Remember, fantasmi dal passato. Mannequin, il successo e la riconoscenza
 
 
Alex. Black
Ora tocca a me fargli il regalo di compleanno, una donna. Fissiamo con una coppia che desidera lo scambio separato. Poi capirò, a mie spese, il perché. Mi eccita sentire Alex che la sbatte, lei che geme, lui che pompa forte. Mentre il marito, già a livelli minimi per tutte le stronzate che ha detto, mi tocca in modo aggressivo. Mi vuole sopra di lui e io indomita lo cavalco, ma invece di guardare quel volto che non mi piace chiudo gli occhi e ascolto i suoni provenienti dalla camera. Vengo, mentre lui chiede in continuazione se mi piace. Sta per venire perché mi ferma, si ritrae. L' onda lunga del mio orgasmo si blocca. Lui viene. E da lì non gli si rizzerà più. Intanto la colonna sonora in camera da letto continua. Provo ad abbracciarlo e leccarlo ma i gemiti e le spinte che sentiamo fanno eccitare me e decretano la morte del suo cazzo. Beviamo, parliamo. Poi lui dice: andiamo di là? Spero per unirci a loro. Pregusto di leccare le tette di lei e essere presa con vigore da Alex. Entriamo che lei è appena scesa per cambiare posizione. Il mio uomo è disteso, gambe aperte, cazzo duro. Provo una fitta di gelosia al pensiero che lei se lo è goduto tutto il tempo. Mi inginocchio, pronta a tutto. Quando Alex capisce che i due si stanno baciando e non intendono fare niente con noi mi dice ‘ Sali su'. E' un invito in paradiso. Godo sommessamente.
Dopo coccole e risate, carricante dell'Etna nei nostri bicchieri, sole nei nostri volti.
Alex non smette mai di stupirmi. Mentre scherziamo sulla parola usata a Prato ‘tony' con riferimento alle corse mattutine di un nostro comune amico che come me è un early bird a lui viene in mente di organizzare davvero un incontro fra due mattinieri vogliosi.

Aspetto Tommaso in tacchi vertiginosi che gli mostro via whatsapp mentre è intasato nel traffico. Arriva e io lo precedo sulle scale, ancheggiando e mostrando il culo dal minidress in similpelle. Ci spogliamo, ovviamente tengo i sandali. Lo prendo per mano e lo porto in camera, dove ho acceso le candele. Ci baciamo avvinghiati e sento presto la sua erezione, poi inizia a leccarmi la fica in modo sapiente e devoto, come sono soliti fare gli uomini un pò in là con gli anni. Sono in estasi. All'improvviso si mette il profilattico e me lo sbatte dentro. Pompa forte per un bel po', vengo con lui che si muove in movimenti circolari. Poi chiede di salirgli sopra. La mia posizione preferita. Per eccitarmi ancora di più penso alle mie fantasie, come quella (preferita) di essere pagata. Ma l'idea non mi eccita. Ci devi essere anche Alex. Allora lo immagino come una sorta di magnaccia. Non funziona neanche così. Poi, mentre le onde del piacere mi avvolgono, mentre Tommy sta godendo, realizzo che a me eccita semplicemente che il mio amante sappia cosa stiamo facendo e che gli racconterò. E allora vengo, vengo lungo, lo abbraccio sfinita ed è come se l'orgasmo non finisse mai. Dice qualcosa in toscano simile al ‘ora si va di culo' del lombardo. Ed entra in un modo che definirei da 10 e lode. Il mio sfintere si allarga subito e poi diventa una bocca che accoglie il cazzo, finchè tutto è una girandola di colori forti, sento le cosce bagnate dalla crema che esce dal mio fiore posteriore.
Tommaso mi aveva portato delle paste per la colazione. Mentre gli preparo il caffè apro il sacchetto: 2 croissants, una sfoglia e un bombolone alla crema. Scelgo il più trasgressivo e mentre la crema fuoriesce dalla pasta e io la lecco, penso alla crema che Tommy mi ha sparato nel culo. Sorrido, grazie Alex per questi bei regali.
Provo qualcosa di unico per il mio compagno di giochi, il mio cavaliere in questo mondo fiabesco di sesso goduto e quasi celebrato. Adoro la sua aria così british mentre organizza gli incontri, mentre io sono un fuoco di passione. Poi per fortuna diventa un amante appassionato e perde tutto il suo aplomb quando mette la lingua in quel modo tutto suo. Ma
mi fa morire di desiderio sentirlo così disincantato mentre organizza i nostri incontri erotici. Un vero Lord delle gang.

Il grande giorno del Black arriva: Venerdi 13. Il giorno della mia rinascita, o meglio, della nascita di Alexandra. Boni (per ora!). Non voglio raccontare le prodezze di Baba, con quel corpo giovane e scattante da gazzella nera, il culo che sembra un frutto proibito rotondo sodo e succoso. Voglio raccontare dello sconvolgimento emotivo di questo giorno. Scosse di terremoto a Firenze, scosse di passione e illuminazioni mentali per me, che pervadono il mio corpo e la mia testa rendendomi una bambina felice. Non amo Alex, sia chiaro. Amo quello che faccio con lui, qualunque cosa. E mi fido completamente di lui.Non c'è una definizione per quello che siamo.Che è unico, sincero, appagante. Nessuno capirebbe, tranne Alex e me. Da tempo ho smesso di dare definizioni a ciò che di meraviglioso la vita mi offre. Vivo, semplicemente e totalmente. Ho sofferto talmente tanto negli ultimi dieci anni che assaporo ogni piacere con un'avidità fatta di desiderio puro, primordiale. Per la prima volta un uomo a cui posso rivelare tutto di me, con il quale posso essere finalmente io in tutte le mie sfaccettature di donna, troia, amante del sesso, curiosa della vita. Voglio fare tutto con lui, essere la sua troia personale significa abbandonarsi a mille emozioni diverse. Mentre Baba mi pompa forte, con un'energia inesauribile da giovane belva africana, lui commenta e incita, filma e fotografa. Ma quello che mi fa impazzire è sentire un cazzo nero dentro di me mentre lui disincantato guarda il cellulare, come un Lord che legge il giornale mentre la sua donna geme sotto i colpi del cioccolatino. Che è un po' rude e anche dominante: mi afferra i capelli con dolcezza ma sento che vorrebbe tirarli, mi infila due dita in bocca ma so che vorrebbe metterci tutta la mano, mi spinge la testa giù mentre mi incula selvaggiamente. Un pensiero mi illumina: posso addestrarlo e diventerebbe un giovane dominante nero. Quindi posso fare a meno di Filippo, forse. L'idea mi elettrizza a tal punto che perdo concentrazione. La fica di asciuga, anche perché ho fumato una roba buonissima. Mentre siamo sul grande puff capitonnè e io mi inginocchio per prendere in bocca quel cazzo nero Alex mi prende, da dietro, all'improvviso. Il regista disincantato diventa un animale della savana anche lui.E allora capisco perché potrei fare a meno di Filippo.

Alexandra Boni

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