Greeneyes e Penelope
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Mi lascio cullare dal dondolio del treno, lancio avanti nel tempo i miei occhi chiusi, ad immaginare il tuo sguardo; la fantasia è libera di spaziare, ho pochi elementi di te, una piccolissima foto icona di Messenger, parole sullo schermo, tracce al... |
RossaLaRosa
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Il pudore di dir certe cose smette di far tremare la voce quando in silenzio senti solo la penna grattare sul foglio o, nel caso dei nostri tempi in cui la tecnologia par aver soppiantato anche il ragionamento, il battere talvolta forsennato delle di... |
Rossogeranio
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Dissolvenza in apertura: Grand Hotel Royal.
Trailer.
In un notturno buio e tempestoso, rimango seduta sulla poltrona girevole del mio ufficio, introducendo un pensiero diabolico e malizioso.
L’inquadratura in campo medio a configurare uno spezzo... |
Madamesnob
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“Porta anche lei” gli dico guardandolo negli occhi. Leggo uno stupore divertito, incuriosito più che altro. Sorrido rivelandogli le mie vere intenzioni: ”Così almeno ti posso guardare”.
Mentre guido la sera si tinge di rosa acceso e mi avvolge silen... |
LaPassiflora
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Allora, fu decisamente diverso.
La sua sofferenza e la mia sofferenza rendevano difficile capire. Comunicavamo e comprendevamo, ma senza parole.
I toni tra noi andavano al di là del rispetto, della libertà e della dipendenza. Non eravamo che l'aut... |
Faber
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L’ho fatta accucciare.
Carezzo il capo, il nero lucido che attraverso in punta di dita. Seduto alla scrivania.
Mentre telefono.
L’elenco telefonico aperto alla pagina gialla scelta con cura.
E prendo accordi definitivi. Carezzo il collo, mentre p... |
LaPassiflora
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Le parigine, calze sfacciate ai piedi di Tonia. Una donna che si è fatta da sola, un colle di voglie; “da lasciar stare”, secondo qualcuno.
“Si tratta di un’erba gramigna che cresce scomposta”, hanno detto due uomini, uscendo da sotto quegli alberi,... |