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Racconto n° 4652
Autore: Anna Mugler Altri racconti di Anna Mugler
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Uno splendido zero
- Uno splendido zero -

Roma ha sempre accolto i miei desideri, e le mie voglie. Voglia di conoscere, desiderio di guardare e toccare. Visibile e tattile. Dolce,ma decisa. Castana chiara quel giorno, auto bianca, occhi penetranti, sorriso magnetico. Molte parole, troppe, silenzio e fatti. Le mani, le sue, tra le mie. Seduta sulle mie ginocchia poche ore dopo, profumava di talco misto a stelle, ma lei capii dopo che non lo era. Una falsa stella, con il suo rossetto arancio, e i tacchi troppo alti. - Fantastica - mi disse sottovoce dopo l'amore, in una grandissima stanza bianca illuminata dal sole e da vetrate rigate da sensazioni negative che mi facevano tremare la pelle. Sembrava uno specchio rotto, il suo viso e il suo corpo in mille pezzettini, ognuno su un piccolo frammento di vetro. L'aria inquieta, ma affascinante, me la faceva vedere sotto una luce spruzzata di follia, di sesso, e di un profumo che non volevo dimenticare. Strana,stronza anima. Mi osservava, mi stuzzicava con la lingua. Prendere ancora la tua strada, la direzione del tuo corpo, seguire le tue curve da sballo, ancora una volta. Ti sniffavo, nulla a che fare con effetti stupefacenti, tu lo eri, stupefacente mista alla mia rabbia calda che ti colava sulle labbra. Animalesche in quel letto enorme, occhi puntellati di sfida, ti stringevo i polsi e tu immobile sorridevi. Una falsa stella a letto sottomessa, fuori dal letto dominatrice. Come tutte.
La tua musica in sottofondo che io non sopportavo, sopportavo a malapena te perché scopavi bene, perché eri femmina e donna, e sapevi ciò che volevo. Che splendido zerbino avevo, e tu che splendida capitana avevi.
Portavi il guinzaglio e non lo sapevi, era dentro la tua testa. E' dentro la tua testa, anche ora non te ne accorgi. Ti porto a spasso ad annusare i fiori, e a toccarmi. Ti porto a letto e ti prendo come voglio, con quella pelle chiara, azzurra come il mio profumo. E tu silenziosa obbedisci. A volte appari come una statua di marmo, senza vita, senza emozioni, altre sembri una bestia che ha solo voglia di godere, mi prendi, mi chiami, mi vuoi per te.
Tu sei per me quello che mai io sarò per te. Non ti voglio, se non dentro al mio letto, se non attaccata alle mie pareti, se non come una voce che sento sin troppo parlare per nulla.
Orizzontale sei magnifica. Verticale sei un numero.
Uno splendido zero.

Anna Mugler

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