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Racconto n° 5249
Autore: Elle Altri racconti di Elle
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La confessione
Al monastero è arrivato in visita Padre Luciano e subito si è sparsa la voce tra le suore. Le visite tra confratelli non sono eventi rari, ma Padre Luciano proviene dalla diocesi romana e come si sa, nella Santa Sede ci sono molti affascinanti misteri.
Padre Luciano è un uomo di mezza età, molto elegante nel portamento e con un fare alquanto aggraziato; ci certo non passa inosservato, né tra le suore e neppure tra i giovani preti.
Nel monastero sono in corso dei lavori di ristrutturazione e così Padre Luciano viene ospitato in un'angusta cella nell'ala destinata ad accogliere le suore.
È proprio suor Anna a riceverlo e ad accompagnarlo nella cella a lui destinata, adiacente alla propria. La suora rimane colpita dai modi garbati e signorili di padre Luciano e nella sua mente, già fervidamente lussuriosa, si innescano ulteriori peccaminosi pensieri. Suor Anna si è prodigata per rendere il soggiorno più comodo possibile al reverendo e gli ha consegnato un cambio di abiti, presi in prestito da padre Alberto, in quanto avevano pressappoco la stessa taglia. Ma nell'impeto del desiderio di essere accomodante col nuovo arrivato, non si è accorta di aver lasciato sul letto di padre Luciano, la sua veste scura da suora.
Quella sera, dopo l'austera cena e l'ora di preghiera, si ritirano ognuno nelle proprie celle. Di lì a poco, mentre suor Anna si sta spogliando rimanendo con la sua sensuale e proibita lingerie di pizzo nero, sente provenire dalla cella si padre Luciano, dei sommessi gemiti e prolungati sospiri. Insospettita guarda attraverso una fessura nascosta dietro l'inginocchiatoio e con suo stupore vede il prete con indosso la sua veste di suora, aperta davanti mentre si masturba molto lentamente. Alla vista di quel vigoroso cazzo in erezione, con le mani del prete che scivolano su e giù, non resiste dal desiderio di toccarsi. Accompagnava i movimenti della mano del prete con le penetrazioni delle sue dita nel suo sesso fradicio di umori e colmo di desiderio. Arrivano assieme all'orgasmo mentre ammira, mordendosi le labbra quei fiotti di sperma che schizzano dal cazzo eretto del prete. Appagati da quel piacere proibito, si addormentano ognuno nei propri sogni.
Il giorno seguente, ancora turbata da quanto aveva visto la sera prima, suor Anna sente il bisogno di confessarsi con Padre Alberto, suo intimo confessore e ... Oltre.
Attendo suor Anna nel confessionale della cripta privata, dove lontano da orecchie indiscrete, posso confessare liberamente i suoi peccati.
- Benvenuta suor Anna, cosa ti conduce a me? –
- Padre Alberto, ti devo confessare un fatto avvenuto la scorsa notte –
Amo confessare suor Anna, ma spesso non so se le sue confessioni sono veramente fatti avvenuti o solo suoi peccaminosi desideri, in ogni caso sono per me momenti di estrema e appagata eccitazione.
Guardo il meraviglioso viso di suor Anna attraverso la grata del confessionale e tenendo la sua mano appoggiata alla mia gamba, attraverso la pesante tenda di velluto le chiedo cosa ha turbato la sua mente.
Con voce roca dall'eccitazione, suor Anna mi confessa che la sera prima si è masturbata spiando padre Luciano che a sua volta si toccava indossando la sua veste da suora.
La minuziosa descrizione di suor Anna, che si toccava guardando il cazzo eretto e gocciolante di padre Luciano, mentre la sua mano scivolava su e giù sempre più veloce, e vedere i suoi occhi pieni di piacere, sentire il suo respiro farsi sempre più affannoso, ha provocato in me altrettanta eccitazione.
Afferro la mano di Suor Anna e la guido sul mio cazzo, che cresce e diventa sempre più duro; lo libero e la lascio giocare come piace a lei, mentre le mie dita si fanno strada sotto la sua veste, andando a cogliere tra le labbra del suo sesso, quel dolce nettare di cui son ingordo. La sento bagnata e tremante e lentamente la conduco a godere per poi fermarmi e stringerla a me avvolgendola nel mio corpo.
Suor Anna conosce già come ottenere l'assoluzione e devotamente avvicina la sua bocca al mio cazzo deliziandomi dei suoi lunghi e delicati colpi di lingua e delle sue avvolgenti labbra ... sento irrigidirmi i muscoli, contrarsi il respiro finchè con un gemito sommesso, esplodo il mio interminabile piacere nella bocca di suor Anna. I suoi occhi colmi di soddisfazione mi inducono al perdono e lentamente ci alziamo ricomponendoci.
Ma i pensieri di Suor Anna, come ogni volta, innescano in me il desiderio di soddisfare le sue fantasie; nulla è più eccitante che esser suo complice nei trasgressivi giochi del peccato e così questa sera, decido di invitare padre Luciano per un momento di riflessione e di preghiera.
Gli dico di venire nella cappella dei candelabri, una distaccata sezione del monastero isolata nel parco, dove regna la quiete e il silenzio. All'interno un altare in marmo freddo, bianco, basso da terra e di fianco due sgabelli in legno rivestiti di velluto rosso. Ho invitato anche suor Anna raccomandandole la veste talare per le occasioni - speciali - .
Padre Luciano si presenta puntuale e visibilmente eccitato.
Entriamo nella cappella e padre Luciano rimane stupito ammirando la sensuale figura di suor Anna: indossa una lunga veste bianca candida con ampi spacchi sui lati da dove sbucano le sue stupende gambe e risaltano le autoreggenti nere. Suor Anna è seduta sull'altare basso; ci accomodiamo sugli sgabelli mentre ammiriamo la religiosa con in mano uno speciale rosario: è composto da 5 decadi di perle nere ed all'estremità un oggetto a forma fallica.
Senza proferire parola, suor Anna seduta sul freddo marmo, inizia a leccare ad una ad una le perle del rosario molto lentamente e giunta alla decima, passa sul suo sesso il piccolo fallo che entra appena tra le labbra del suo sesso e vibra appoggiandosi sulla clito, portandola al culmine del piacere.
A quella vista io e Padre Luciano, in preda ad una incontrollabile eccitazione, e con la mano di suor Anna che accarezza prima uno, poi l'altro i nostri cazzi ancora chiusi, slacciamo i pantaloni per liberare i nostri sessi eretti.
Con incredula sorpresa guardiamo lo speciale intimo di padre Luciano: un cordone di canapa che gira in vita, un cordone di traverso a formare un perizoma che passa attraverso le natiche di un sedere completamente rasato e risale avvolgendo il suo cazzo duro, girando attorno per poi ricongiungersi con il cordone in vita ... una sorta di cilicio che gli impedisce di mantiene il cazzo in costante erezione.
Oramai privi di ogni remora, le mie mani iniziano a torturare delicatamente i capezzoli di suor Anna, tirandoli e torcendoli mentre padre Luciano si inginocchia tra le gambe di suor Anna e lecca avidamente le perle impregnate degli umori che colano dal suo sesso, col piccolo vibratore che le procura incessanti orgasmi.
Le mani di suor Anna iniziano a masturbare i nostri cazzi, il mio completamente libero e quello di padre Luciano, libero solo sulla cappella gocciolante.
Vedere suor Anna in estasi, soddisfatta nel desiderio di avere due cazzi per lei, mi procura indicibile piacere ... mi siedo sullo sgabello facendo sedere suor Anna su di me, dandomi le spalle, mentre inarca la schiena ed accoglie il mio cazzo nel suo fradicio sesso.
Padre Luciano in piedi davanti a suor Anna che delicatamente lo libera dal cordone, lasciandolo svettare libero per essere poi accarezzato e segato con sapiente passione.
Sento il primo orgasmo di suor Anna invadere il suo corpo ... mi fermo abbracciandola stretta a me finchè il piacere si placa ... ma è ora dei nostri piaceri.
Suor Anna si solleva piano per poi inginocchiarsi tra di noi e alternando le mani e la bocca prima su un cazzo e poi sull'altro, conduce me e padre Luciano all'orgasmo, schizzando sul suo seno il nostro copioso sperma.
Esausti ma soddisfatti, ci inginocchiamo tutti per un'ultima preghiera prima di ritirarci nelle nostre celle.

Elle

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