| Vuoi, il mormorio inevitabile |
SchiavaDAmore
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Vuoi che rotei attorno al palo come un compasso impazzito, prima di finire a terra con la pelle ancora palpitante e il respiro corto. Vuoi che distribuisca la mia carne nuda allo sguardo goloso ma è nient’altro che a Te, Michael, che immolo me stessa... |
Rossogeranio
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Notte.
La città è solo un reticolo di recessi, di tane appartate dove le reti clandestine si smembrano pompando verso una muscolosa foce.
Cerchi lividi di luci elettriche rischiarano il dedalo onirico che lecca la pancia di qualche animale sconosci... |
Izabel Nevsky
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La mia prima fragola
Il proprietario del bar si chiamava Boris. Era un uomo corpulento, burbero e anaffettivo come mio padre. Nella pausa del pomeriggio si rinchiudeva nello sgabuzzino sul retro, dove aveva una scalcinata brandina. Due volte la se... |
Rossogeranio
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Dissolvenza in apertura: Grand Hotel Royal.
Trailer.
In un notturno buio e tempestoso, rimango seduta sulla poltrona girevole del mio ufficio, introducendo un pensiero diabolico e malizioso.
L’inquadratura in campo medio a configurare uno spezzo... |
Rossogeranio
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Il Sole di satin cala sopra la città, smagliandosi di giallo come una limetta e luccicando come l’occhio di una femmina che ha improvvisamente voglia.
Oggi l’aria è frizzante e molto fredda; quella brezza balsamica tipica delle colline circostanti... |
Roberta
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Le gocce d'acqua battevano musicalmente sul tetto dell'auto parcheggiata di fronte a un muro di pietra lucido di pioggia.
Vetri appannati e buio intorno.
All'interno del guscio blu notte, due persone.
Non si sono mai incontrati prima, ma si conosc... |
Ashara
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Giorgio non poteva credere ai propri occhi. Appoggiato all'imbracatura, sulla cima di quell'albero, con in mano una sega elettrica, non poteva certo permettersi distrazioni di quel genere, ma...semplicemente non poteva distogliere lo sguardo dalla sc... |