Erato
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"De l'aube claire
jusqu'à la fin du jour
je t'aime encore..."
Le strade di Francia le aveva percorse tutte. Teneva saldato tra le ossa del cuore l’incrocio dei volti, le ciglia sparse, le parole di tutte le sue donne. Niente come Parigi, ness... |
Faber
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Riprendi a scrivere.
Che l’intervallo, tra l’ultima parola scritta e quella nuova, è tale da rendere necessaria la ricerca di un filo. Che congiunga il vecchio al nuovo.
E parla, ancora, di loro.
L’uomo che chiameremo D. e la donna.
Che chiamerem... |
Matilde S.
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La sedia in lucido legno di ciliegio è in stile impero, rivestita di prezioso broccato viola. I piedi a zampa con artiglio poggiano al centro di un folto tappeto persiano. Un antico letto a baldacchino e un grande specchio dorato appeso alla parete ... |
Faber
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Riprendi il filo.
Da dove l’hai lasciato a terra, rammendo di parole. Emozioni. Suoni. Gesti.
Ricominci a scrivere.
Riparti da lì, da quell’auto. Da quella donna.
Quei fianchi sotto la camicetta infilata a svanire ed ingrottarsi nella gonna. Cort... |
Rossogeranio
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Il tipo dev’essere stato un giocoliere in un’altra vita.
Mi ha svegliato così in fretta, che non ho avuto il tempo nemmeno di finire il sogno.
Non che fosse importante.
Non c’è bisogno affatto di un sogno per sapere, quando uno ti acchiappa la Men... |
Thierry59
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Place des Vosges la sera è un incanto. Noi due per mano, adagio, con innata classe, ad osservare, il naso all'insù, quelle strane forme che prendono le nuvole avvolte in disegni che sembrano panna.
Lei abita lì, a le Marais, quartiere à droit de la ... |
Nescitgalatea
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1.
La stanza: una tana appartata alla fine di un lungo corridoio buio. Lugubre e grave. Nessun odore e la luce bassa. Accentata. Segno del cronico calo di energia elettrica tipico di certi vecchi palazzi. Sono indeciso se entrare o ancorare il t... |