La voce dell'altoparlante gracchia.
Un suono di cui l'uomo al binario comprende solo tronchi spezzoni di parole.
Binario.
Delle 11 e quara.
Nove.
Come briciole di ferrovia, nella mattina di estate ormai piena, lasciate su una tovaglia, quan...
Senza Rete...
Caliban
Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno,
giuro che lo farò, e oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volerò.
La voce di De Gregori risuonò nella sua mente, dolce, calda e morbida come una coperta di cachemire in una notte i...
Sulla sedia
Rosye
Sono tornata da poco dal supermercato. Sudata, stanca, e in più in macchina quel maledetto sacchetto pieno di bottiglie (me l’aspettavo, l’avevo piazzato male sul sedile) è franato accanto a me alla prima frenata. Tutte le birre sono andate a infilar...
Di che segno sei?
Rossogeranio
Ci credo davvero?
Posso convincermi che una volta celeste priva di significato fisico intrinseco, possa spiombare le spille di sicurezza, prendermi per i capelli e trascinarmi via, oltre lo spazio visibile?
Se smetto di credere, non posso più viver...
Arc en ciel
La belle dame sans mercie
Arc en ciel era il bordello più seducente di Parigi.
Violetto, indaco, blu, verde, giallo, arancione, rosso: sette carrozze nuove di zecca e una locomotrice di lucido oro zecchino.
I binari nitidi d'acciaio aspettavano, con sensualità animale, d'es...
La Rossa
Caliban
La pioggia scura, sporca e inquinata cadeva fitta e sottile sul parabrezza dell'auto. I tergicristalli ormai usurati stridevano nel loro ritmico, ipnotico incedere lungo il vetro. La fredda luce a led del lampione sotto cui eravamo parcheggiati i...
I sensi di Guen
Alemar
La luce si rifletteva nel bicchiere di barricato rischiarando il colore del vino, le dita giocherellavano nervose sul tavolo, e il grigio della nebbia sembrava attraversare la porta a vetri dell’entrata di quel bar d’angolo, piccolo e affollato. Un s...